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Due aggressioni a medici: provocazioni di sindacato e Ordine, porto d'armi e dimissioni

Schillaci: "Fenomeno inaccettabile le aggressioni agli operatori sanitari"
Professione

"Armare" i medici per contrastare l'escalation di aggressioni. Al momento è solo una provocazione quella lanciata da Ludovico Abbaticchio (nella foto), presidente nazionale del Sindacato medici italiani (Smi). Due dottoresse impegnate in servizi di guardia medica sono state aggredite in Puglia nel giro di pochi giorni. Entrambe si sono dimesse, evidenziando rischi per la propria incolumità. L'ultimo caso a Minervino di Lecce, nel Salento, dopo quello di Maruggio, nel Tarantino.

Le organizzazioni di categoria adesso parlano di "pericolosa deriva" e invocano interventi immediati a protezione dei medici. "Saremo forse costretti a chiedere il porto d'armi", afferma Abbaticchio. È arrivato il momento, aggiunge, "di dire basta e di investire come regioni e come aziende in strutture idonee per la tutela del medico". "Ci dimetteremo tutti", ha commentato dal canto suo Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari. "Lo avevo detto l'altro giorno dopo l'aggressione alla collega in provincia di Taranto. Purtroppo, di fronte all'escalation di violenza cui stiamo assistendo in Puglia - ha affermato - sta già accadendo. E senza interventi immediati, diventerà sempre peggio".

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Qualche giorno fa era intervenuto sull'argomento il ministro della Salute, Orazio Schillaci, parlando di "fenomeno inaccettabile di aggressioni agli operatori sanitari (diffuso ormai in tutta Italia soprattutto nei pronto soccorso, ndr). Siamo pronti - ha aggiunto - a valutare anche insieme alle categorie ulteriori iniziative da mettere in campo per fare in modo che medici e infermieri si sentano protetti. Non possiamo consentire che la paura allontani il personale sanitario dagli ospedali. In questi due anni abbiamo adottato provvedimenti per migliorare i servizi e rafforzare le misure di sicurezza. Ma serve un cambiamento culturale".

Prima di ferragosto una dottoressa di 37 anni in servizio alla guardia medica di Minervino di Lecce è stata aggredita durante una visita a domicilio dal marito di una paziente che si era sentita male. L'uomo, che non aveva accettato la terapia prescritta, ha iniziato a offendere e a strattonare la dottoressa spingendola fuori dall'abitazione. La professionista, che ha già presentato denuncia e segnalato l'accaduto alla Federazione italiana medici di medicina generale, nel frattempo si è dimessa.

Alcuni giorni prima, a Maruggio (Taranto), una dottoressa di 32 anni della guardia medica, specializzanda in Urologia, era stata aggredita da una coppia di turisti (poi identificati e denunciati) che si erano recati nella sede di continuità assistenziale per far visitare il figlio minore, che accusava un problema ad un occhio. La dottoressa di turno, dopo un primo controllo, aveva consigliato ai genitori di portare il figlio al pronto soccorso per eseguire accertamenti sanitari più approfonditi. I due coniugi hanno inveito contro la dottoressa, con epiteti e offese, accusandola di non saper svolgere il proprio lavoro, per poi minacciarla di morte ed arrivando a strattonarla.

La dottoressa ha dichiarato di non voler più svolgere turni nel presidio di continuità assistenziale di Maruggio. Il 23 agosto a Firenze si è svolto un incontro in Prefettura nel quale i medici del capoluogo toscano hanno chiesto più forze di polizia all'interno degli ospedali e la realizzazione di protocolli d'intesa tra Asl e forze dell'ordine. Per il presidente dello Smi Abbaticchio "ci sono strumenti importanti, dalle videocamere alle guardianie ad esempio, per garantire per quanto possibile l'incolumità degli operatori sanitari e sociali". Non è più "accettabile - attacca - che in zone isolate e in ambienti non idonei i medici vengano esposti a situazioni sgradevoli sia ambientali che a rischio di aggressioni sia verbali che fisiche. Per dare sicurezza ai nostri medici - conclude Abbaticchio - dobbiamo veramente arrivare alla richiesta provocatoria del porto d'armi?".

Professione
Commenti
SU
Stefania Usala
Penso che bisognerebbe mettere le guardie mediche nelle Stazioni dei carabinieri (che sono ovunque )e che un carabiniere accompagni i medici nelle visite domiciliari ..Ovviamente bisogna assumere Carabinieri o poliziotti o guardie per fare questi turni ma si risparmiano i soldi di affitto dei locali x guardia medica....oppure almeno che ci sia un rappresentante delle forze dell ordine( ovviamente armato)in ogni guardia medica
Rispondi
31/08/2024 14:21
EP
Enrico Pistilli
Il porto d'armi non è né una follia, né una provocazione. È una necessità per salvarci la pelle.
Rispondi
31/08/2024 09:50
MS
Michele Scotti
Anche se è solo una provocazione il porto d'armi ai medici in servizio ai PS è cosa da folliVa garantito ai medici una adeguata protezione con un servizio di polizia privata e pubblica specie in zone dove più frequentemente si verificano episodi di violenza
Rispondi
31/08/2024 07:26

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