
Elinzanetant (Bayer), un principio attivo che funziona bloccando un gruppo di proteine (neurochinine) responsabili dell’insorgenza, sembra in grado di migliorare il quadro dei sintomi che accompagnano le donne alla fine dell’età fertile
L'Università di Pavia e l'IRCCS Policlinico San Matteo hanno segnato una svolta nella gestione dei sintomi della menopausa, con una nuova terapia che promette di migliorare la qualità della vita di milioni di donne. Guidato dalla professoressa Rossella Nappi, il team di ricerca ha sperimentato un farmaco innovativo, denominato elinzanetant, che potrebbe cambiare radicalmente l'approccio alle vampate di calore, uno dei disturbi più comuni e debilitanti associati alla menopausa. Circa l’80% delle donne in menopausa soffre di vampate di calore, caratterizzate da un improvviso aumento della temperatura corporea, sudorazione e palpitazioni. Questi sintomi, che possono manifestarsi più volte al giorno, non solo causano disagio fisico, ma compromettono anche il sonno e la concentrazione, incidendo negativamente sulla qualità della vita.
Il nuovo farmaco, testato presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia 2-PMA del Policlinico San Matteo, ha dimostrato risultati promettenti fin dalle prime settimane di trattamento.
Il farmaco sperimentato al San Matteo prevede un’assunzione al giorno e i primi risultati si sono rivelati incoraggianti: almeno due terzi delle donne coinvolte nella sperimentazione ha ottenuto rapidi miglioramenti, in generale entro la prima settimana. La registrazione del farmaco è attesa in questi giorni. Poi dovrà essere autorizzato anche in Europa, e di solito si tratta di un processo che impiega circa nove mesi. Una scoperta che segna una svolta non solo per le donne che non possono o non vogliono sottoporsi a terapie ormonali, ma anche per la medicina di genere, un campo che sta guadagnando crescente attenzione. La menopausa, spesso trascurata dal punto di vista medico, sta finalmente ricevendo l’attenzione che merita, grazie anche a studi come quello condotto dalla professoressa Nappi e il suo team.
La ricerca, pubblicata su JAMA (Journal of the American Medical Association), una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, ha rafforzato la speranza che in futuro ci saranno terapie sempre più efficaci per migliorare la vita delle donne in menopausa. Questo progresso evidenzia quanto sia importante continuare a investire nella ricerca medica, per garantire a tutti i pazienti trattamenti sicuri e personalizzati. Il successo di questa sperimentazione rappresenta non solo una nuova arma contro i sintomi della menopausa, ma anche un contributo alla salute psicologica delle donne, spesso compromessa dall’ansia e dallo stress legati alle vampate di calore. Grazie all'elinzanetant, molte donne potranno ritrovare serenità e benessere, con un impatto positivo su tutti gli aspetti della loro vita quotidiana. Una scoperta che apre la strada a nuove prospettive terapeutiche globali, confermando ancora una volta l’importanza della ricerca collaborativa internazionale, e dimostrando come i progressi della scienza possano tradursi in benefici concreti per le persone.
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