
Di Silverio: “Si compromette la qualità del servizio offerto nelle strutture sanitarie, mettendo a rischio i pazienti". Mandelli: "s'indebolisce la professione". Cavaliere: "A rischio la sicurezza delle cure"
"L’abolizione del requisito della specializzazione per l’assunzione dei farmacisti ospedalieri rappresenta un grave passo indietro nella tutela della salute pubblica e nella valorizzazione della professione farmacista". Lo afferma Pierino Di Silverio (nella foto) Segretario Nazionale Anaao Assomed, a commento dell’emendamento presentato al disegno di legge sulle liste d’attesa. "L’eliminazione di questo requisito – prosegue - rischia di compromettere la qualità del servizio offerto nelle strutture sanitarie, mettendo a rischio i pazienti e vanificando decenni di progresso nel settore della farmacia ospedaliera e territoriale del SSN. Dobbiamo salvaguardare la qualità: la salute pubblica non può essere affidata a figure professionali che, pur qualificate, non abbiano ricevuto una formazione specifica per l’ambito ospedaliero e territoriale SSN". "Peraltro si determinerebbe un grave vulnus legislativo rispetto al dlgs 502/92, poiché i farmacisti sarebbero l’unica categoria a non avere il requisito peculiare dell’intera area della dirigenza sanitaria". "Continua un processo pericoloso e inaccettabile di dequalificazione del personale sanitario", conclude Di Silverio.
"La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) sta già lavorando per richiedere il ritiro dell'emendamento al disegno di legge sulle prestazioni sanitarie che prevede la possibilità per i laureati in Farmacia e Farmacia Industriale abilitati all'esercizio della professione di farmacista, di partecipare ai concorsi pubblici per dirigente sanitario farmacista del Servizio sanitario nazionale anche senza specifica specializzazione. Non solo in questo modo si indebolisce la professione, ma soprattutto vengono meno le garanzie di sicurezza per i cittadini rispetto alla formazione di questi professionisti della salute. È principio generale del D.Lgs. 502/1992 che l’accesso al ruolo della dirigenza del Servizio sanitario nazionale sia subordinato al possesso del titolo di specializzazione. La Fofi non ha mai chiesto una deroga per i farmacisti del Ssn e si dissocia da iniziative parlamentari volte a questo fine", commenta il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, all'emendamento di maggioranza al disegno di legge sulle prestazioni sanitarie depositato in commissione sanità al Senato.
La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-Sifo sta seguendo con attenzione il dibattito parlamentare che in questi giorni è particolarmente intenso sui temi che riguardano la salute e le sue professioni. In particolare l'attenzione della Società scientifica si pone su un emendamento al Ddl prestazioni sanitarie (il 6.0.15, "Disposizioni relative all'esercizio della professione di farmacista") in cui si paventa la possibilità per i laureati in Farmacia e Farmacia Industriale abilitati all'esercizio della professione di farmacista, di partecipare ai concorsi pubblici per dirigente sanitario farmacista del Servizio Sanitario Nazionale anche senza specifica specializzazione. "Come Sifo stiamo seguendo con attenzione questo emendamento", dichiara Arturo Cavaliere, presidente della Società, "Ci pare che, se l'emendamento venisse accolto, imprimerebbe un indirizzo preoccupante all'intero sistema della sicurezza delle cure, perché porterebbe alla semi-distruzione della professione specialistica di farmacista ospedaliero, mettendo in serio pericolo il mondo Accademico Universitario e della formazione specialistica, facendo da cavallo di Troia ed indebolendo un sistema complessivo di diagnosi, cura, vigilanza e ricerca". "La Sifo", conclude Cavaliere, "sta dialogando da tempo con il Ministro Orazio Schillaci ed il Sottosegretario Marcello Gemmato, oltre che con Fofi, per la difesa, il consolidamento ed il rilancio della professione del farmacista ospedaliero e dei servizi sanitari. Di conseguenza ci siamo subito attivati per una interlocuzione diretta affinchè l'emendamento indicato non venga approvato. Confidiamo nel Governo e nel Parlamento affinché la nostra professione venga rinforzata, invece che indebolita, per il suo ruolo trasversale e sempre più centrale nel rinnovamento del Ssn".
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