
Il test utilizza una nuova tecnologia: si tratta di un sensore iniettabile nel paziente, in grado di identificare la presenza nelle urine di proteine che promuovono lo sviluppo delle cellule del cancro
Studiosi dell'università di Cambridge hanno messo a punto un innovativo esame delle urine che mira a rivoluzionare la diagnosi del tumore dei polmoni, rendendola possibile ad uno stadio estremamente precoce. Il test - sinora sperimentato solo su topi ed in fase di conferma sulla sua attendibilita' clinica - utilizza una nuova tecnologia: si tratta di un sensore iniettabile nel paziente, in grado di identificare la presenza nelle urine di proteine che promuovono lo sviluppo delle cellule del cancro. In questo caso dei polmoni. Le proteine vengono emesse dalle cosiddette 'cellule zombie' o 'senescenti': quando queste muoiono e si accumulano nell' organismo emettono specifiche proteine, capaci di riprogrammare il loro 'ambiente' circostante, con una moltiplicazione fuori controllo tipica dello sviluppo di neoplasie.
Via libera alla Camera all’emendamento Cattoi: telemedicina estesa ai pazienti oncologici. Ora il passaggio al Senato
Un’analisi del Cipomo stima il tempo che gli oncologi dedicano ad attività amministrative: 19 ore settimanali. Un carico che incide sulla relazione di cura e riapre il tema della riorganizzazione del lavoro.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
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