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Medici di famiglia, nuovi Lea: difficoltà per fare prescrizioni e nella codifica dei nuovi codici

Partenza controversa per le nuove cure e prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini
Medicina Generale

Partenza controversa per le nuove cure e prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini, ovvero i Livelli essenziali di assistenza Lea, dopo l'entrata in vigore del Tariffario aggiornato atteso da anni. I nuovi Lea sono praticamente attivi dallo scorso 31 dicembre, ma le associazioni degli ambulatori e cliniche private accreditate denunciano una situazione di "caos" dovuta al poco tempo concesso per l'adeguamento dei sistemi informatici sanitari. Un 'corto circuito' smentito però dal ministero della Salute. "Non risultano problematiche segnalate da parte delle Regioni - ha affermato Americo Cicchetti, direttore generale della Programmazione del ministero, in merito alle notizie su presunti disservizi -. I sistemi regionali, il cui adeguamento è partito già da diversi mesi, stanno funzionando a livelli praticamente ottimali. Siamo in costante contatto con le amministrazioni regionali ed è importante rassicurare i cittadini a fronte di allarmi ingiustificati diffusi nelle ultime ore che non trovano riscontro dalle verifiche che abbiamo fatto presso diverse Regioni".

Difficoltà vengono evidenziate anche dai medici di famiglia. "I sistemi regionali - sottolinea all'ANSA il segretario della Federazione medici di Medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti - si stanno adeguando con diverse velocità e stiamo avendo difficoltà sia nell'effettuare le prescrizioni sia nella codifica dei nuovi codici, poiché varie prestazioni sono state accorpate". Per questo, la Fimmg sta predisponendo delle guide per aiutare i medici. Quanto alla decisione finale del Tar, "pur comprendendo la posizione di laboratori e cliniche accreditate, auspichiamo che ci sia continuità e che il 28 gennaio non si torni indietro. Altrimenti - conclude - il caos aumenterà ed il danno sarà in primis per i cittadini". Il decreto per il nuovo Tariffario per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica - che stabilisce i rimborsi previsti per le strutture sanitarie che erogano tali servizi - è stato pubblicato in Gazzetta lo scorso 27 dicembre ma il 30 il Tar del Lazio ne ha disposto la sospensiva accogliendo il ricorso delle associazioni di sanità privata che contestano i "tagli" introdotti per i rimborsi alle strutture. Dopo 24 ore, il 31, il Tar ha però accolto l'istanza depositata dall'Avvocatura dello Stato per conto del Ministero della Salute, revocando la sospensione del provvedimento. Prossima tappa è ora l'udienza in camera di consiglio programmata per il 28 gennaio e che dovrà portare ad una decisione definitiva.

Medicina Generale
Commenti
SM
Salvatore Marescalco
Prima dell'avvio di qualunque modifica sarebbe opportuno ricevere un feedback di prova di funzionamento del nuovo sistema anziché mettere in difficoltà l'utenza e chi opera in sanità con assurdi interventi burocratici.
Rispondi
15/01/2025 11:12
AS
Antonio Suma
PENSO SOLO A MALEDIRE, ORMAI ESAUSTO DEL CARICO BUROCRATICO CHE SIMILI LEGGI PRODUCONO, CHI CON LA SUA MENTE CONTORTA A CADENZA DIREI FORSENNATA STA DISTRUGGENDO LA PROFESSIONE MEDICA. R.I.P
Rispondi
10/01/2025 19:48
LC
Letizia Civeli
Tutta questa burocrazia , per fortuna, sono in pensione, non devo affrontarla come medico, ma ormai sono anni che mi rivolgo solo a strutture private per la diagnostica ed a colleghi in pensione e ci curiamo tra di noi.... È pura follia.. La prescrizione bianca elettronica poi è mettere in difficoltà centinaia di medici e specialisti non appartenenti al SSN o "REGIONALE" ...tutto per fare statistica dei consumi dei farmaci.....Ma lasciate perdere i consumi e fate lavorare i medici da medici non da impiegati burocratici....
Rispondi
10/01/2025 01:42
FF
Francesco Fazio
PER FARE UNA RICETTA DI ANALISI SI ESCE PAZZI A CERCARE COME ESCE ORA QUEL TALE ACCERTAMENTO E SE POI TUTTO IL LAVORO DI DECENNI VA' TRASFERITO MANUALMENTE NEL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO CI VOGLIONO ANNI DI LAVORO E QUINDI TANTO VALE ANDARE IN PENSIONE E LASCIARE AI POSTERI IL COMPITO DI FARE TUTTO TRANNE CHE IL MEDICO....ORAMAI FACCIO IL RAGIONIERE A TEMPO PIENO PURE LA NOTTE E NEI FESTIVI.
Rispondi
09/01/2025 20:05
FN
Francesco Neri
Il problema principale non è la burocrazia e la difficoltà ad orientarsi nella ricerca degli esami; il problema molto presto sarà che le strutture accreditate non erogheranno più gli esami stessi con il risultato che si può immaginare sulle liste di attesa e su i pazienti che non si possono permettere di pagare.
09/01/2025 16:21

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