
Colpiscono almeno un miliardo e mezzo di persone nel mondo e per l'Organizzazione Mondiale della Sanità è prioritario che entro il 2030 non siano più un problema di salute pubblica. Ora un nuovo trattamento promette di combattere efficacemente le infezioni da vermi intestinali (i cosiddetti elminti trasmessi dal suolo). Uno studio pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases mostra infatti che l'abbinamento di due farmaci, già in uso, in un'unica pillola aumenta l'efficacia del trattamento, estendendola a un numero più ampio di patogeni, e semplifica le modalità di assunzione. Le infezioni da elminti trasmessi dal suolo sono malattie tropicali neglette. Sono dovuti a diversi patogeni e sono particolarmente diffusi nelle aree più povere del mondo. Causano sintomi gastrointestinali che possono portare ad anemia, malnutrizione, compromissione dello sviluppo fisico e cognitivo. In casi estremi anche la morte. Oggi - spiegano i ricercatori - il trattamento maggiormente in uso è un antiparassitario (albendazolo) che, tuttavia, è efficace soltanto per alcuni dei parassiti che causano queste patologie.

La determina AIFA quantifica il ripiano dello sfondamento della spesa per acquisti diretti. Pagamenti alle Regioni entro 30 giorni dalla comunicazione.

Il CdA dell’Agenzia approva l’accesso al SSN per un farmaco orfano innovativo destinato all’epidermolisi bollosa, un antitumorale, cinque estensioni di indicazione e due medicinali equivalenti.

Nel trial DeLLphi-305, aggiungere tarlatamab a durvalumab nel mantenimento di prima linea ha ridotto del 58% il rischio di morte rispetto al solo durvalumab.

Dopo la proposta del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, di escludere prevenzione e farmaci innovativi dai vincoli del Patto di stabilità, il ministro della Salute rilancia sul potenziamento delle risorse dedicate e sulla semplificazione
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