
"Sono tante le aspettative sulla revisione eventuale del nomenclatore tariffario. Già in una prima fase Il TAR aveva in parte accolto alcune perplessità sollevate dagli erogatori, dai professionisti"
È un vero e proprio allarme per l’impossibilità di assicurare l’erogazione dei servizi dovuti ai cittadini quello lanciato nei giorni scorsi dalla Uap, l’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, unitamente alle maggiori associazioni di categoria, in conseguenza dell’applicazione del nuovo tariffario previsto dal nomenclatore entrato in vigore il 30 dicembre scorso. A protestare sono le organizzazioni rappresentative delle 27.000 strutture sanitarie accreditate, compresa l'ospedalità accreditata, che domani, in una conferenza stampa, torneranno a denunciare il rischio di gravi disagi che potranno verificarsi per l'impossibilità di operare alle condizioni previste dal nuovo tariffario, soprattutto nelle regioni del Sud.
Da qui l’appello che il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, lancia ai microfoni del Tg Sanità, perché si arrivi quanto prima ad un accordo che consenta di tornare ad una normale erogazione delle prestazioni assicurando all’utenza i necessari livelli di assistenza.
"Gli operatori - spiega - chiedono soprattutto il rispetto professionale, Il rispetto della dignità di una professione che si è sempre spesa ovviamente per il bene dei cittadini". "Ci sono i margini per poter ragionare – conclude il Presidente Fnomceo - per poter intraprendere un'interlocuzione, perché su queste tematiche ovviamente c'è un interesse economico importante, che è quello di dare una risposta al bisogno di avere un rispetto professionale, ma c'è anche l'interesse di tutelare i cittadini che attraverso proprio il privato accreditato trovano tante risposte oggi soprattutto in ragione delle lunghe liste d'attesa".
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