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Picco di polmoniti da influenza, ospedali in affanno

Infettivologia Redazione DottNet | 04/02/2025 20:39

I medici: "Pronto soccorso intasati e ambulanze bloccate"

Con l'impennata dei casi di sindromi simil-influenzali delle ultime settimane stanno crescendo anche le polmoniti e, con esse, la pressione su medici di famiglia e ospedali, che spesso sono costretti a trattenere a lungo i pazienti in pronto soccorso in attesa che si liberi un posto in reparto. È l'allarme lanciato da diverse società scientifiche. Gli ultimi dati del sistema di sorveglianza RespVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità hanno mostrato un aumento del numero di casi di sindromi simil-influenzali nell'ultima settimana. Maggiormente colpite sono Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia e Sardegna. Oltre ai virus influenzali, contribuiscono alla crescita dei contagi, tra gli altri, il Virus Respiratorio Sinciziale, SarsCoV2, Rhinovirus, il Metapneumovirus.

"La co-circolazione di questi diversi virus può aumentare il rischio clinico e la possibilità di complicanze soprattutto nei pazienti anziani, nei fragili con patologie croniche o con alterazioni del sistema immunitario e nei bambini al di sotto dei 5-6 anni d'età", spiega Roberto Parrella, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit). conferma Lorenzo Palleschi (nella foto), Presidente della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (Sigot): "Stiamo osservando un notevole incremento del numero di casi di influenza con complicanze a livello polmonare", afferma.

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Cresce, dunque, la necessità di rivolgersi agli ospedali. "La maggior parte dei Pronto Soccorso delle grandi città sono intasati, con il fenomeno del boarding al proprio interno, per cui i pazienti qui stabilizzati sono in attesa di essere ricoverati in altri reparti; vi sono stati anche alcuni blocchi delle ambulanze", aggiunge Palleschi. Non va meglio sul territorio. "Studi, ambulatori, visite domiciliari sono di fronte a una grande pressione. Siamo al massimo impatto epidemiologico", spiega Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. A complicare le cose, le caratteristiche dell'influenza di quest'anno che tende a protrarsi più del solito: "la forma acuta con febbre dura 3-4 giorni, seguiti da una fase di sintomi come astenia, cefalea, dolori muscolari. C'è il rischio di prescrizioni inappropriate di antibiotici che dobbiamo cercare di gestire e governare", conclude il medico che invita a "migliorare le coperture vaccinali, poiché siamo lontani dalle coperture ottimali".

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