
La stimolazione elettrica dei nervi spinali sensoriali con elettrodi impiantati sulla schiena può risvegliare gradualmente i motoneuroni nel midollo spinale
La stimolazione elettrica dei nervi spinali sensoriali con elettrodi impiantati sulla schiena - un intervento minimamente invasivo - può risvegliare gradualmente i motoneuroni nel midollo spinale e migliorare la forza muscolare delle gambe e la deambulazione di pazienti con l'atrofia muscolare spinale (Sma), una malattia neuromuscolare ereditaria. È quanto emerge da uno studio clinico pilota condotto su tre pazienti e riportato su Nature Medicine da ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine. Il trial mostra che un mese di sedute regolari di neurostimolazione migliora la funzione dei motoneuroni, riduce la fatica e migliora la forza e la deambulazione in tutti i partecipanti, indipendentemente dalla gravità dei sintomi. "Per contrastare la neurodegenerazione, abbiamo bisogno di due cose: fermare la morte dei neuroni e ripristinare la funzione 'sopita' dei neuroni ancora in vita", spiega l'autore principale Marco Capogrosso, che ha lavorato nello studio con Elvira Pirondini a Pittsburgh.
La percezione del tatto non dipende solo dal contatto fisico: il cervello sente un tocco solo se riconosce quella parte del corpo come propria.
Individuato un dialogo chiave fra cervello e sistema immunitario: avviene grazie all’attività di neuroni che controllano la produzione nel midollo osseo delle cellule della risposta immunitaria coinvolte nello sviluppo della sclerosi multipla
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Perdita di autonomia, stigma sociale e peso economico i principali timori
Il lavoro, che accoglie le prime evidenze dello studio Nemesis è stato pubblicato su Nature Communications e illustra la generazione e i meccanismi neuronali delle alterazioni, suggerendo nuove vie di riabilitazione
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