
Studio Usa, cruciale che ragazzi riposino almeno 7,7 ore a notte
Dormire meno di 7,7 ore a notte per un adolescente si associa a un rischio di ipertensione fino a 5 volte maggiore: lo rivela un lavoro presentato agli incontri scientifici della American Heart Association's Epidemiology, Prevention, Lifestyle & Cardiometabolic Health a New Orleans fino al 9 marzo. La carenza di sonno è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Secondo l'American Academy of Sleep Medicine, agli adolescenti servono dalle 8 alle 10 ore di sonno a notte, ma si stima che lo studente medio delle superiori dorma solo 6,5 ore a notte nei giorni di scuola. I ricercatori hanno studiato un gruppo di oltre 400 adolescenti, con la polisonnografia, per misurare oggettivamente la durata del sonno, e tre misurazioni consecutive della pressione sanguigna, effettuate circa 2-3 ore prima di spegnere le luci.
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
Le comunità microbiche che popolano l’intestino influenzano l’efficacia e la sicurezza dei farmaci. Una revisione internazionale evidenzia il potenziale della farmacomicrobiomica per rendere le terapie sempre più mirate e personalizzate.
Le società scientifiche portano ad Agenas e al Ministero della Salute un dossier: il 60% dei pazienti ha un'intensità di cura medio alta, ma i decreti li classificano ancora come "a bassa complessità"
Un editoriale su The Lancet riporta al centro le patologie del fegato. Giannini (SIGE): “Serve un cambio di strategia nelle politiche sanitarie”
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
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