
Si tratta di batteri in grado di prosperare uccidendo altri batteri diventando così dominanti
Un gruppo di scienziati dell'Università di Pittsburgh hanno analizzato i dati degli ospedali locali per poi allargare lo sguardo al resto del mondo identificando un fenomeno globale che potrebbe aiutare nello sviluppo delle terapie contro i batteri più mortali attualmente esistenti. In particolare la loro attenzione si è concentrata sull'Enterococcus faecium resistente alla vancomicina, il popolare antibiotico usato frequentemente. Considerato un superbatterio è in grado di uccidere il 40% delle persone che infetta ed è particolarmente pericoloso per i pazienti che si trovano ricoverati e sono immunocompromessi. Infatti assumendo frequentemente antibiotici finiscono per ridurre la diversità dei batteri nei loro microbiomi consentendo a quelli più resistenti di prosperare.
I ricercatori hanno analizzato le sequenze genomiche di 710 campioni di infezioni procurate da questo enterococco resistenti nell'arco di sei anni e hanno così scoperto che la verità di ceppi si era ridotta nel corso del tempo.
A quel punto i ricercatori hanno osservato come questo batterio resistente alla vancomicina non stia facendo ammalare più persone rispetto al passato, inoltre il fatto che i ceppi si riducano, potrebbe facilitare l'identificazione della modalità per combatterlo. Quindi l'obiettivo dei ricercatori è quello di trovare delle terapie in grado di attaccare questo superbatterio partendo dal presupposto che sono pochi i tipi in grado di causare infezioni. C'è anche un'altra interessante prospettiva perché alcuni scienziati stanno lavorando all'idea di poter usare le batteriocine a vantaggio della scena armandole per perseguire gli scopi necessari.
Dopo il boom post-pandemia, crescono le evidenze: i biocidi nei prodotti di uso comune non offrono benefici aggiuntivi e possono contribuire alla resistenza antimicrobica
Cambiamenti climatici e antibiotico-resistenza: la siccità può favorire la selezione di batteri resistenti. Lo studio su Nature Microbiology rafforza l’approccio One Health.
Acqua e salute globale: 1,4 milioni di morti l’anno da fonti contaminate. Il cambiamento climatico modifica la diffusione delle malattie e impone un approccio One Health.
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Commenti