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Arriva il nuovo evasometro: come funziona e a chi è rivolto. Nel mirino controlli su conti e debiti

Professione Redazione DottNet | 07/05/2025 16:12

Il sistema è capace di incrociare dati fiscali, bancari e internazionali per individuare chi ha debiti superiori ai 50mila euro ma nasconde patrimoni, soprattutto all’estero

Il sistema è capace di incrociare dati fiscali, bancari e internazionali per individuare chi ha debiti superiori ai 50mila euro ma nasconde patrimoni, soprattutto all’estero

La lotta all’evasione fiscale entra in una nuova era grazie all’introduzione dell’evasometro, un sistema tecnologicamente avanzato che promette di rivoluzionare i controlli fiscali. Con il Decreto Legislativo 108/2024, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di archiviare il vecchio redditometro, che spesso generava accertamenti ingiustificati basati su indici generici di capacità contributiva, come spese per immobili o beni di lusso. Ora, il focus è tutto sulla precisione e sull’efficienza. Il nuovo evasometro non scatterà automaticamente su tutti i contribuenti, ma solo su quelli considerati ad alto rischio. Il Generale Luigi Vinciguerra, a capo del Terzo Reparto Operazioni della Guardia di Finanza, ha spiegato alla Commissione Finanze del Senato che l'obiettivo sarebbe quello di colpire chi accumula debiti col fisco ma possiede beni importanti, soprattutto oltre i confini italiani. L'approccio, dunque, sarebbe selettivo: non ci saranno controlli di massa, ma verifiche approfondite su chi presenta segnali concreti di evasione.

Il sistema vuole sfruttare l’incrocio di banche dati e strumenti internazionali per controlli mirati su chi supera i 50 mila euro di debito Questo dispositivo non sarà applicato indiscriminatamente, ma mirerà a categorie specifiche di contribuenti.

  Vinciguerra  ha anche illustrato la strategia che verrà adottata per rafforzare i controlli e contrastare l’evasione. La sua prima implementazione risale al 2019, ma oggi, grazie ai progressi tecnologici e all’integrazione avanzata tra le diverse banche dati, si presenta in una versione più efficiente. . Il Generale Vinciguerra ha dichiarato che l’attività ispettiva sarà particolarmente stringente nei confronti di coloro che, pur avendo consistenti risorse economiche, omettono il pagamento delle imposte. Sono almeno 3,45 milioni di conti correnti degli italiani che hanno appoggiato su banche estere 200 miliardi di dollari Tra questi ci sono certamente connazionali che hanno casa a Londra o New York e per comodità hanno aperto un conto; ci sono coloro che non si fidano a tenere i soldi in Italia, ma hanno versato il dovuto e dichiarato dove tengono i soldi nella dichiarazione dei redditi; coloro che temono una patrimoniale. 

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Ma ci sono anche quelli che hanno corposi conti personali alle Cayman, o British Virgin Islands. Denaro che indebolisce il nostro sistema produttivo perché non sono utilizzabili dalle banche per fare prestiti. Si potrebbe immaginare una forma di incentivo per far rientrare almeno una parte di questi capitali finalizzato all’investimento nei nostri titoli di Stato. Le verifiche della Guardia di Finanza si basano sull’incrocio di dati, attraverso lo scambio automatico di informazioni fiscali secondo il Common Reporting Standard (CRS)l’analisi delle segnalazioni finanziarie provenienti da intermediari e i dati contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari. Questa operazione permetterà di assegnare un punteggio di rischio fiscale ai contribuenti  Per rendere il sistema efficace, la Guardia di Finanza avrebbe ora chiesto che le banche dati vengano aggiornate ogni mese. Questo permetterebbe di seguire quasi in tempo reale i movimenti sospetti e intervenire prima che i debiti si aggravino o che i soldi spariscano. L'obiettivo finale sarebbe duplice: prevenire nuove situazioni di evasione e riportare alla luce ricchezze nascoste, ovunque si trovino.

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