Anelli (Fnomceo): Il governo agisca. No boicottaggi al popolo di Israele
Diecimila le adesioni formali giunte nell'arco di pochi giorni, ma i sanitari - medici ed operatori - che hanno digiunato il 28 agosto in segno di protesta per chiedere la fine delle violenze a Gaza sono stati in realtà molti di più: almeno 30-40mila, secondo gli organizzatori. A promuovere l'iniziativa, che ha visto la partecipazione di medici ospedalieri, di famiglia ed operatori sanitari dal nord al sud dell'Italia, la rete #digiunogaza, Sanitari per Gaza e campagna BDS 'Teva? No grazie'. Coinvolti anche ordini professionali, università e sindacati. "Possiamo dire che è andata benissimo - spiegano i promotori - e continueremo con le nostre richieste, in particolare rivolgendoci alle aziende sanitarie affinché adottino la delibera che proponiamo". Nella delibera si chiede a istituzioni e direzioni sanitarie di impegnarsi formalmente a "contrastare ogni manifestazione di genocidio con le azioni di competenza".
Nel documento di proposta si ricorda la petizione 'Stop the Silence', lanciata il 15 luglio 2025 e firmata, al 26 agosto, da più di 4.600 operatori sanitari e accademici e da circa 8.000 cittadini. Il testo chiede alle aziende sanitarie di valutare con criteri etici la stipula di accordi e partenariati scientifici e commerciali per evitare collaborazioni con enti legati a Stati accusati di genocidio, di adottare regole per gli approvvigionamenti che escludano fornitori riconducibili agli stessi Stati, di promuovere politiche di cooperazione internazionale, ricoveri umanitari, accoglienza e mediazione culturale con priorità alle popolazioni vittime di genocidio.
"Chiediamo alle aziende sanitarie di assumere una posizione chiara - è l'appello - adottando la delibera e rendendosi parte attiva nella tutela della salute e della dignità delle popolazioni vittime di genocidio". Un forte appello arriva anche dal presidente della Federzione nazionale degli ordini dei medici (Fniomceo), Filippo Anelli: "Ben vengano tutte le manifestazioni di solidarietà, i digiuni, perché i nostri Governi, italiano e europeo, spinti dalla volontà popolare assumano iniziative forti per provare a fermare questa violenza. Non possiamo restare inermi di fronte a tanta violenza".
Nello stesso tempo, sottolinea Anelli, "prendiamo le distanze da ogni iniziativa di boicottaggio volta a danneggiare il popolo di Israele, che è vittima e non responsabile di questa ingiusta guerra". Tanti, oggi, i presidi davanti agli ospedali, come quello alle Molinette di Torino: "Siamo qui da metà luglio - spiega Ernesta Audisio, uno dei medici in digiuno - abbiamo iniziato una staffetta con tutti i sanitari del Piemonte e della Valle d'Aosta per digiunare contro il genocidio che sta accadendo in terra di Gaza. Siamo solidali con i colleghi gazawi che stanno operando in una situazione di estrema difficoltà. Siamo contro le bombe indiscriminate, contro la carestia, e contro la voluta malnutrizione della popolazione".
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