
Di Silverio (Anaao): "Temiamo che sia solo l'inizio e che assisteremo purtroppo ad una escalation di rinunce e a tristi risvegli dal sogno populistico dell’abolizione del numero chiuso che in realtà non c è"
Il Ministro dell'Università, Anna Maria Bernini, ha richiesto all'Antitrust di monitorare l'espansione dei corsi privati che promettono di aiutare gli studenti a superare il nuovo "semestre filtro" per entrare a Medicina. In effetti attorno ai tradizionali test d’ingresso a queste facoltà esisteva da anni tutto un settore di aziende specializzate anche in corsi di preparazione a quei test, con migliaia di studenti iscritti ogni anno che generavano buona parte del loro profitto. Per come era stata presentata e raccontata la riforma – come un’abolizione del numero chiuso – il futuro di queste aziende era incerto, ma nei fatti le cose non sono cambiate granché: l’esame finale del “semestre filtro” è di fatto una selezione spostata più avanti nel tempo e in buona parte basata sulle stesse materie. Molte di queste aziende si sono quindi semplicemente adattate al nuovo sistema. E infatti, sul campo la situazione sta diventando sempre più complessa. A Napoli, all’Università Federico II, centinaia di aspiranti medici hanno già abbandonato l'idea di iscriversi, vittime di una riforma ancora troppo incerta.
"Dalla Campania - commenta Pierino di Silverio Segretario Nazionale Anaao Assomed - arriva la notizia che centinaia di studenti hanno rinunciato ai corsi del semestre di selezione e probabilmente non sarà l'unico contraccolpo della sciagurata riforma del MUR sull'accesso a medicina". "Lo avevamo detto, facili cassandre - prosegue Di Silverio - e ci dispiace constatare che le nostre preoccupazioni erano assolutamente fondate. Temiamo che sia solo l'inizio e che assisteremo purtroppo ad una escalation di rinunce e a tristi risvegli dal sogno populistico dell’abolizione del numero chiuso che in realtà non c è". "La Ministra Bernini almeno per una volta farebbe bene ad ascoltare chi la medicina la studia, la pratica e non chi la racconta mistificando la realtà e creando dei mostri legislativi destinati a peggiorare cure e mondo lavorativo già in profonda crisi. Occorre piuttosto inquadrare in una dimensione professionale ‘umana’ gli specializzandi e migliorare la formazione esistente". "Da parte nostra - conclude Di Silverio - continueremo a vigilare e a informare perché ormai l'arma più pericolosa è la disinformazione ad arte in un mondo che vive di illusioni e realtà virtuali".
Ma ecco i fatti: il malinteso iniziale si è rivelato decisivo. In tanti avevano frainteso l’abolizione del test d’ingresso, credendo che Medicina fosse diventata accessibile senza limiti. Quando però hanno scoperto che la selezione, spostata a novembre, sarebbe rimasta severa come in passato, molti hanno scelto di non completare l’iscrizione. A Napoli, si parla di centinaia di rinunce. Questo fenomeno rappresenta il primo fallimento della riforma: non è riuscita a tutelare le famiglie dalle numerose offerte dei corsi a pagamento, un tema sollevato in passato dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la sua opposizione al numero chiuso in Medicina. Di fronte a tanta incertezza e al desiderio legittimo dei ragazzi di entrare nella facoltà, molte famiglie si sono affidate ai corsi privati, che promettono soluzioni rapide.
Nel frattempo, i corsi privati continuano a prosperare, mentre lunedì si avvicina il primo vero ostacolo: il semestre filtro. Gli studenti dovranno affrontare tre esami (Biologia, Chimica e Fisica) tra novembre e dicembre, identici su tutto il territorio nazionale. Successivamente, una graduatoria stilata dal Ministero stabilirà chi potrà proseguire gli studi e chi dovrà rinunciare al sogno di diventare medico. Alla Federico II, su 3500 iscritti, solo 830 avranno la possibilità di continuare il percorso accademico al secondo semestre. Questo spiega l’ansia e l’investimento economico, specialmente per gli studenti fuori sede.
L’ateneo ha messo in campo una vera e propria macchina organizzativa: 8 gruppi di studenti, 50 tra docenti e tutor selezionati già ad agosto, un investimento di oltre 120.000 euro per il personale e 200.000 per le attrezzature. Le lezioni obbligatorie si terranno in varie sedi, tra cui quelle di Farmacia, Biotecnologie e Giurisprudenza, con un tutor dedicato per ogni aula, per gestire l’intero processo formativo. L’obiettivo dell’università è dimostrare concretamente di poter offrire una preparazione di qualità, come alternativa al business dei corsi privati. Tuttavia, la sfida è appena iniziata e, per migliaia di aspiranti medici, il destino si giocherà in questo semestre decisivo.
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