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Medicina, scoppia il caos semestre filtro: a Napoli centinaia di rinunce, la selezione a novembre sarà severa come in passato

Professione

Il Ministro dell'Università, Anna Maria Bernini, ha richiesto all'Antitrust di monitorare l'espansione dei corsi privati che promettono di aiutare gli studenti a superare il nuovo "semestre filtro" per entrare a Medicina. In effetti attorno ai tradizionali test d’ingresso a queste facoltà esisteva da anni tutto un settore di aziende specializzate anche in corsi di preparazione a quei test, con migliaia di studenti iscritti ogni anno che generavano buona parte del loro profitto. Per come era stata presentata e raccontata la riforma – come un’abolizione del numero chiuso – il futuro di queste aziende era incerto, ma nei fatti le cose non sono cambiate granché: l’esame finale del “semestre filtro” è di fatto una selezione spostata più avanti nel tempo e in buona parte basata sulle stesse materie. Molte di queste aziende si sono quindi semplicemente adattate al nuovo sistema. E infatti, sul campo la situazione sta diventando sempre più complessa. A Napoli, all’Università Federico II, centinaia di aspiranti medici hanno già abbandonato l'idea di iscriversi, vittime di una riforma ancora troppo incerta.

"Dalla Campania - commenta Pierino di Silverio Segretario Nazionale Anaao Assomed - arriva la notizia che centinaia di studenti hanno rinunciato ai corsi del semestre di selezione e probabilmente non sarà l'unico contraccolpo della sciagurata riforma del MUR sull'accesso a medicina". "Lo avevamo detto, facili cassandre - prosegue Di Silverio - e ci dispiace constatare che le nostre preoccupazioni erano assolutamente fondate.  Temiamo che sia solo l'inizio e che assisteremo purtroppo ad una escalation di rinunce e a tristi risvegli dal sogno populistico dell’abolizione del numero chiuso che in realtà non c è".  "La Ministra Bernini almeno per una volta farebbe bene ad ascoltare chi la medicina la studia, la pratica e non chi la racconta mistificando la realtà e creando dei mostri legislativi destinati a peggiorare cure e mondo lavorativo già in profonda crisi. Occorre piuttosto inquadrare in una dimensione professionale ‘umana’ gli specializzandi e migliorare la formazione esistente". "Da parte nostra - conclude Di Silverio - continueremo a vigilare e a informare perché ormai l'arma più pericolosa è la disinformazione ad arte in un mondo che vive di illusioni e realtà virtuali".

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Ma ecco i fatti: il malinteso iniziale si è rivelato decisivo. In tanti avevano frainteso l’abolizione del test d’ingresso, credendo che Medicina fosse diventata accessibile senza limiti. Quando però hanno scoperto che la selezione, spostata a novembre, sarebbe rimasta severa come in passato, molti hanno scelto di non completare l’iscrizione. A Napoli, si parla di centinaia di rinunce. Questo fenomeno rappresenta il primo fallimento della riforma: non è riuscita a tutelare le famiglie dalle numerose offerte dei corsi a pagamento, un tema sollevato in passato dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante la sua opposizione al numero chiuso in Medicina. Di fronte a tanta incertezza e al desiderio legittimo dei ragazzi di entrare nella facoltà, molte famiglie si sono affidate ai corsi privati, che promettono soluzioni rapide.

Nel frattempo, i corsi privati continuano a prosperare, mentre lunedì si avvicina il primo vero ostacolo: il semestre filtro. Gli studenti dovranno affrontare tre esami (Biologia, Chimica e Fisica) tra novembre e dicembre, identici su tutto il territorio nazionale. Successivamente, una graduatoria stilata dal Ministero stabilirà chi potrà proseguire gli studi e chi dovrà rinunciare al sogno di diventare medico. Alla Federico II, su 3500 iscritti, solo 830 avranno la possibilità di continuare il percorso accademico al secondo semestre. Questo spiega l’ansia e l’investimento economico, specialmente per gli studenti fuori sede.

L’ateneo ha messo in campo una vera e propria macchina organizzativa: 8 gruppi di studenti, 50 tra docenti e tutor selezionati già ad agosto, un investimento di oltre 120.000 euro per il personale e 200.000 per le attrezzature. Le lezioni obbligatorie si terranno in varie sedi, tra cui quelle di Farmacia, Biotecnologie e Giurisprudenza, con un tutor dedicato per ogni aula, per gestire l’intero processo formativo. L’obiettivo dell’università è dimostrare concretamente di poter offrire una preparazione di qualità, come alternativa al business dei corsi privati. Tuttavia, la sfida è appena iniziata e, per migliaia di aspiranti medici, il destino si giocherà in questo semestre decisivo.

Professione
Commenti
KL
Katia Libertini
Mia figlia ha frequentato da casa online perché alla sapienza ovviamente non potevano andare tutti in presenza a frequentare. Pochissimo il tempo per preparare tre esami fondamentali dato che ci sono passata e ora vedo lei....test assurdi ai quali non si riesce a rispondere se non sei già un medico affermato ve li farei vedere e a gennaio quando uscirà la graduatoria e mia figlia non sarà entrata perché non mi sono piegata a pagare un corso di quelli ovviamente a pagamento lei si è giocata un anno. Le amiche che potevano sono già entrate nelle università a pagamento
Rispondi
18/11/2025 06:40
PR
Pier Rovelli
Rinunciano demotivati e coloro che non hanno nessuna voglia di studiare, come sempre. Esattamente come coloro che fino agli anni 90 si iscrivevano per non partire militare. Questi pensavano che una volta entrati , sarebbero arrivati fino alla fine, nemmeno lo sforzo di leggersi come funziona il nuovo sistema, persone inutili alla professione. Io avrei anche lasciato il numero chiuso, che non era il problema, il problema è l'accesso alla specialità, tanto fanfaroni e gente che si lamenta ci sarà sempre, la cui parola d'ordine è "Entrano solo i raccomandati", come se ci fossero ogni anno 18.000 raccomandati...
Rispondi
05/09/2025 08:32
MM
Mario Maiore
Penso innanzitutto che il diritto universale allo studio abbia due principali conseguenza:- la prima è quella di riuscire soddisfare la necessità di ciascuno di accedere a un livello di conoscenza superiore qualsiasi sia la materia.- la seconda e la più importante è quella di permettere l’accesso alla conoscenza a coloro che seppur apparentemente meno adatti a quel tipo di studio, abbiano comunque dentro di loro quella fiammella che nel giusto momento accenda il fuoco ardente dell’ingegno. Perché chi fa la differenza non si trova nella pianificazione che crea omogeneità e taglia i talenti nascosti. Una società che omogenizza è destinata alla estinzione. I grandi scienziati e scopritori spesso non avevano buoni voti nella scuola dell’obbligo perchè erano distratti nel pensiero della scoperta e dell’invenzione. Una società che taglia la testa al genio che non supera un “test” a crocette per indisposizione al metodo è una società che mina le proprie basi di crescita. Se fossimo una società con più laureati saremmo una società migliore. Lasciamo spazio a coloro che hanno bisogno di più tempo per esprimere il loro genio perchè parteciperanno in maggior misura alla crescita virtuosa della società alla quale appartengono. LIBERO ACCESSO ALLE UNIVERSITÀ…..
Rispondi
31/08/2025 10:08
1 Risposte
VP
Vilma Prato
Allucinante! 3 esami direi facili, si possono preparare da 30 comodamente, hanno i tutor dell' università, hanno tutto! Ma basta! Ritenevo il test d'ingresso un "boiata " pazzesca ora devono soltanto studiare. Ripeto studiare!!!
Rispondi
29/08/2025 18:53
PG
Paola Virginia Gigliotti
Sbagliato dall’inizio il numero chiuso in una facoltà dove i tanti esami hanno fatto sempre una grande selezione. Nessuno ha il coraggio di abolirlo per l’indotto economico che producono i vari corsi di preparazione. Dal punto di vista della qualità professionale è assurdo
29/08/2025 17:43

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