
Forte impatto anche sulla vita sessuale, speranza da nuove terapie
I tumori urologici in Italia fanno registrare ogni anno più di 87mila nuove diagnosi. Sono patologie sempre più curabili e anche guaribili: globalmente, otto pazienti su dieci riescono a sconfiggerle. Da qui l'esigenza di ricorrere a trattamenti meno invasivi e che impattino sempre meno sulla vita sessuale dei pazienti: al momento, infatti, la malattia e le successive terapie possono causare, tra le altre problematiche, anche disfunzioni sessuali. Nei casi più gravi di tumore alla vescica, ad esempio, più dell'80% dei pazienti lamenta sintomi come dolore, calo del desiderio e problemi di erezione e di orgasmo. Allo stesso tempo, oltre la metà degli uomini colpiti da neoplasia alla prostata sostiene che la malattia abbia compromesso la loro sessualità.
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Progetto Re-Start di IncontraDonna: spettacolo a Roma con pazienti oncologici e caregiver per condividere arte e resilienza.
Sono un antiepilettico e un farmaco per il colesterolo che insieme sono in grado di modificare la biologia del tumore e potenziare l'effetto della chemioterapia
Dal melanoma al seno. Da studiare il fenomeno della resistenza in certi pazienti
Ricercatori di IEO e dell’Università degli Studi di Milano scoprono come farmaci già in uso possono essere potenzialmente efficaci contro tumori con una diffusa anomalia genetica
I nuovi dati dello studio MARIPOSA, presentati alla World Conference on Lung Cancer 2024, hanno confermato una superiorità clinica a lungo termine della terapia amivantamab più lazertinib rispetto alla monoterapia con osimertinib
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