
Occhi puntati anche alla Legge di Bilancio. Senza risorse centralità e attrattività della medicina territoriale resterebbero solo sulla carta
Si è tenuta ieri mattina la prima convocazione del tavolo per il rinnovo degli Accordi collettivi nazionali (ACN) del triennio 2022–2024 per il personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. All’incontro hanno preso parte tutte le rappresentanze della medicina generale, della pediatria di libera scelta, della specialistica ambulatoriale, della veterinaria e delle altre professionalità sanitarie – biologi, chimici, psicologi – insieme al coordinamento SISAC e al Presidente del Comitato di settore, Marco Alparone. «Un avvio che Fimmg attendeva da tempo» sottolinea il segretario generale Silvestro Scotti. «Avevamo chiesto una discussione congiunta dei due trienni, ma preso atto dell’impossibilità di procedere in tal senso l’obiettivo ora è andare spediti verso un successivo ACN che sia coerente, capace di rispondere agli obiettivi multiprofessionali e aziendali per la presa in carico territoriale».
«Questo consentirà alla medicina generale, finalmente, di riallineare sotto il profilo temporale i cicli negoziali. Obbiettivo che perseguiamo da tempo e che ora è a portata di mano». Soddisfazione anche per le posizioni espresse dal Comitato di settore e dalle Regioni, che riconoscono alla convenzione un ruolo centrale, inclusa la coerenza con gli obiettivi e con la destinazione delle risorse del Fondo sanitario nazionale e dei fondi regionali. Resta tuttavia un nodo critico: i segnali che giungono sulla Legge di Bilancio non lasciano intravedere risorse dedicate alla medicina convenzionata. «Sarebbe paradossale – stigmatizza Scotti – ribadire la centralità strategica della medicina territoriale e parlare di attrattività senza prevedere poi interventi mirati in manovra. Questo mentre si continua a investire selettivamente in altri settori pur meritevoli. La coerenza tra obiettivi e finanziamenti è imprescindibile». Non un dettaglio, visto che proprio con questa Legge di Bilancio si definiscono gli stanziamenti che incideranno sull’ACN 2025–2027, quello che dovrebbe inaugurare una stagione negoziale finalmente a legislazione vigente, dopo il recupero dell’ACN arretrato. «Se non vi saranno risorse dedicate – conclude Scotti – la delusione sarà doppia: per l’oggi, che chiede risposte organizzative e professionali sul territorio, e per il domani, che rischia di nascere già privo dei mezzi necessari». Dalla Fimmg, quindi, si attendono i prossimi passi nella conferma della massima disponibilità a proseguire il confronto. Sempre nella convinzione che il rinnovo dell’ACN, anche e soprattutto per il triennio successivo, non sia un atto meramente contrattuale, ma una scelta di politica sanitaria tale da garantire la giusta attrattività verso una nuova medicina generale dei giovani professionisti: unica possibilità di garanzia di accessibilità, continuità e appropriatezza delle cure ai cittadini e di un lavoro dignitoso ed efficace per i medici.
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