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Ema sospende il farmaco contro l’anemia falciforme Oxbryta: Rischi superiori ai benefici

Farmaci Redazione DottNet | 22/10/2025 17:35

L'Ema ha confermato la sospensione definitiva del farmaco dopo che due studi clinici hanno rilevato un aumento di decessi (17 casi totali) e crisi dolorose nei pazienti trattati

L'Agenzia Europea dei Medicinali ha confermato la sospensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio di Oxbryta, farmaco per il trattamento dell'anemia falciforme. La decisione del Comitato per i Medicinali a Uso Umano (Chmp) giunge al termine di un'approfondita revisione avviata a settembre 2024, quando erano emersi preoccupanti dati sulla sicurezza del medicinale.

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I dati allarmanti degli studi clinici
L'analisi dell'Ema ha rivelato un numero significativamente più alto di decessi tra i pazienti trattati con Oxbryta rispetto a quelli in trattamento con placebo. In uno studio su bambini ad alto rischio di ictus, si sono registrati 8 decessi nel gruppo Oxbryta contro i 2 del gruppo placebo. In un secondo studio sulle ulcere alle gambe, si è passati da 1 decesso nelle prime 12 settimane a 8 decessi aggiuntivi nella fase successiva in cui tutti i pazienti assumevano il farmaco.
Crisi dolorose più frequenti
Oltre alla mortalità, gli studi hanno evidenziato un aumento degli episodi di dolore acuto improvviso, comprese le crisi vaso-occlusive, tra i pazienti in trattamento con Oxbryta. Sebbene gli studi registrativi successivi non abbiano confermato questo aumento, i dati clinici rimangono preoccupanti e in contrasto con quelli del trial iniziale che aveva portato all'approvazione del farmaco.
Decisione definitiva
Il Chmp ha concluso che "i benefici del medicinale non superano più i suoi rischi", sottolineando come i meccanismi alla base dell'aumento di mortalità e complicanze rimangano non chiari. Non è stato possibile identificare misure efficaci per minimizzare i rischi né sottogruppi di pazienti per cui i benefici superino i rischi. Oxbryta rimarrà quindi indisponibile per la prescrizione nell'Unione Europea, confermando le raccomandazioni già fornite a settembre 2024 ai professionisti sanitari di interrompere le prescrizioni e passare a terapie alternative.

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