
La combinazione di competenze cliniche, strumenti digitali e rete territoriale emerge quindi come strategia essenziale per promuovere una diagnosi sempre più tempestiva, accurata e sostenibile del melanoma
La diagnosi precoce del melanoma rappresenta un obiettivo prioritario della dermatologia oncologica e richiede un coinvolgimento sempre più attivo del medico di medicina generale (MMG). Una recente review pubblicata su Current Oncology dal Prof. Ignazio Stanganelli (https://www.mdpi.com/1718-7729/32/9/522) ha analizzato 54 studi internazionali focalizzati sulla formazione dei MMG nella gestione delle lesioni pigmentate sospette, con particolare attenzione alle diverse modalità di training adottate.
L’analisi ha evidenziato che i programmi di formazione ibridi, che integrano e-learning sincrono e asincrono con attività pratiche in presenza, garantiscono i migliori risultati in termini di accuratezza diagnostica, appropriatezza degli invii al dermatologo e utilizzo corretto della dermoscopia in medicina generale. Tale approccio consente di migliorare la capacità di selezionare i pazienti a rischio e di ottimizzare le risorse specialistiche, riducendo l’over-diagnosi e gli accessi non necessari ai centri dermatologici.
Elemento chiave emerso dalla revisione è la necessità di affiancare all’innovazione tecnologica – teleconsulto, telemedicina e sistemi digitali di acquisizione ad alta risoluzione – un solido substrato formativo e un’infrastruttura informatica sicura e interoperabile.
In questo contesto, le aggregazioni funzionali territoriali rappresentano un ambiente privilegiato per implementare modelli formativi integrati, come la piattaforma Melamed – Melanoma Multimedia Education, che unisce formazione virtuale e consulenza specialistica.
La combinazione di competenze cliniche, strumenti digitali e rete territoriale emerge quindi come strategia essenziale per promuovere una diagnosi sempre più tempestiva, accurata e sostenibile del melanoma.
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