
L’oncologo Montesarchio: "Cure sempre più efficaci, ma si rischia per virus banali"
«I pazienti oncologici possono contare su cure che fino a qualche anno fa erano impensabili. Il paradosso è che questi pazienti poi rischiano grosso con le più comuni infezioni, a causa di una scarsa adesione alle vaccinazioni». A dirlo è Vincenzo Montesarchio, direttore dell’U.O.C. di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. Un allarme che si accompagna a un appello alla vaccinazione per i pazienti oncologici e per i caregiver e che parte dal Monaldi con la campagna “Perché VaccinarSI!”. L’iniziativa, che vede coinvolte come regioni pilota proprio la Campania e la Lombardia, è promossa dall’Associazione Pazienti La Lampada di Aladino ETS, realizzata con la sponsorizzazione incondizionata di GSK Vaccini e Pfizer. Per convincere i pazienti oncologici a non rischiare e a vaccinarsi è prevista la produzione di video in collaborazione con i medici di riferimento delle due strutture. I video saranno poi proiettati nelle sale d’attesa e in alcuni circuiti delle strutture ospedaliere coinvolte, insieme a materiali informativi per sensibilizzare proprio sul tema della vaccinazione del paziente oncologico. «Fare informazione su questo tema è essenziale — prosegue Montesarchio, che è anche membro del team scientifico dell’Associazione La Lampada di Aladino ETS — il personale medico del nostro Day Service Oncologico è il primo riferimento da cui il paziente può ricevere le giuste indicazioni sui vaccini, ma tutte le figure professionali che prendono in carico la persona con patologia tumorale».
Vaccinare i pazienti è cruciale anche per garantire la continuità dei trattamenti anticancro.
«Vaccinazioni come l’antinfluenzale, l’antipneumococcica, l’anti-SARS-CoV-2, l’anti-Herpes zoster e quella contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), consigliate tanto ai malati quanto a chi vive a stretto contatto con loro, restano — per alcuni di questi vaccini — nell’area dell’esitazione vaccinale», spiega il dottor Francesco Maria Fusco, infettivologo del Cotugno che quotidianamente si prodiga per vaccinare i pazienti. «Un quadro che preoccupa, perché l’adesione alle vaccinazioni può fare la differenza nel ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita». Da qui la necessità di sensibilizzare in prima battuta i malati e, di conseguenza, i caregiver. «Purtroppo, ci sono ancora pazienti che esprimono timori riguardo al possibile impatto dei vaccini sul cancro o sui trattamenti antitumorali» dice Davide Petruzzelli, presidente dell’Associazione La Lampada di Aladino ETS. «Alcuni temono che le immunizzazioni possano interferire negativamente con un organismo già provato dalla malattia, ma in realtà va spiegato loro che la vaccinazione rappresenta un valido strumento per ridurre il rischio di infezioni prevenibili, migliorando la qualità della vita e aumentando la possibilità di proseguire senza interruzioni i trattamenti oncologici».
Allarme su adolescenti e gravidanza: richiami non completati e immunizzazione materna ancora poco diffusa. In Europa tornano a crescere pertosse e morbillo
Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN
Negli studi medici la presenza di dati sensibili impone limiti precisi: serve un’autorizzazione specifica dell’autorità giudiziaria, come chiarito dalla Cassazione
Una sentenza della Cassazione chiarisce fino a dove può spingersi l’attività ispettiva quando entra in gioco il segreto professionale
Dallo screening organizzato alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche: le evidenze emerse dall’EAU 2026 raccontano un cambio di paradigma nella gestione della neoplasia
Commenti