
La ricerca dell'Università degli Studi di Perugia
Un gruppo di ricercatrici e ricercatori del Dipartimento di medicina e chirurgia, sezione di medicina interna e cardiovascolare, dell'Università degli Studi di Perugia ha identificato un meccanismo di regolazione delle piastrine che può spiegare l'aumentato rischio di trombosi nei pazienti con diabete mellito di tipo 2. A guidare i ricercatori sono stati la professoressa Loredana Bury e il professor Paolo Gresele. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista internazionale Circulation Research e dei risultati riferisce l'Ateneo. Secondo l'Università, le ricercatrici e i ricercatori hanno dimostrato che le piastrine di soggetti sani sono in grado di produrre rapidamente Dicer, un enzima chiave per la regolazione dell'attività piastrinica.
L’impegno di Fand attivo su più fronti ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale, l’Helaglobe Award 2025, nell’ambito del quale è stata premiata con il 1° Premio nella categoria Empowerment
Per antidiabetici 1,45 miliardi, il 23,9% assume male i farmaci. Secondo la Relazione del Ministero della Salute, il diabete colpisce circa il 6,2% della popolazione italiana con una prevalenza in aumento soprattutto al Sud
Secondo Istat, nel 2023 la percentuale maggiore di persone con diabete risulta appartenere al genere maschile in tutte le fasce di età, con un gap evidente soprattutto nella popolazione anziana
Bindi: “Le persone con diabete – che in Italia sono circa 4 milioni – devono affrontare innumerevoli sfide quotidiane per gestire la loro patologia”
Si tratta di un nuovo farmaco per conservare la funzione beta internazionale: è la ricerca Fabulinus, e quello del pediatrico fiorentino è l'unico centro italiano attivo coinvolto
Soprattutto se rossa e lavorata, analisi su 2 milioni di persone
Con il nuovo sensore FreeStyle Libre 2 Plus le persone possono visualizzare il proprio glucosio con una rapida occhiata al cellulare e prendere decisioni appropriate ora con un’accuratezza migliorata (8,2%) e indicato per l’uso dai 2 anni in su
In Italia, secondo le proiezioni Istat, se proseguisse il trend in crescita degli ultimi decenni, nel 2040 il dieci per cento della popolazione avrà il diabete
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