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Chirurgia robotica: in Italia i primi interventi con il nuovo Da Vinci 5 “tattile” che permette al chirurgo di sentire i tessuti

Sanità pubblica Redazione DottNet | 10/12/2025 16:43

Il nuovo sistema di chirurgia robotica Da Vinci 5 introduce il “tocco sensibile”, permettendo interventi più sicuri e precisi. A Negrar (Verona) eseguiti i primi interventi in Italia.

La chirurgia robotica compie l’ennesimo salto tecnologico potenzialmente in grado di cambiare la pratica clinica dei prossimi anni. All’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) sono infatti stati eseguiti i primi tre interventi in Italia con il nuovo sistema Da Vinci 5, il primo robot dotato di un vero "tocco sensibile", ovvero in grado di di restituire al chirurgo la percezione della pressione, della trazione e della consistenza dei tessuti su cui sta agendo.

Un’evoluzione che promette maggiore controllo e quindi sicurezza, minori complicanze e un recupero più rapido per i pazienti.

I primi tre interventi - un’isterectomia radicale, una prostatectomia radicale e un’emicolectomia - sono stati eseguiti rispettivamente dalle équipe guidate da Marcello Ceccaroni, Stefano Cavalleri e Giacomo Ruffo. Tutti i pazienti sono già rientrati al domicilio.

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Una nuova dimensione sensoriale nella chirurgia robotica

Il cuore dell’innovazione è il sistema di Force Feedback, una tecnologia che restituisce al chirurgo la percezione della forza esercitata sui tessuti. "La rivoluzione introdotta dal Da Vinci 5 è il suo tocco sensibile", spiega Cavalleri, direttore dell’Urologia. "Grazie ai sensori posti vicino alle punte degli strumenti, il chirurgo torna a sentire ciò che sta maneggiando, come se il braccio del robot fosse un unicum con il proprio".

Questa capacità di modulare la forza consente una chirurgia più delicata, soprattutto nelle procedure oncologiche o nelle dissezioni in zone anatomiche a rischio. Lo chiarisce Ceccaroni, che parla di "chirurgia dolce sui tessuti", con minore perdita di sangue, minori complicanze e un recupero più rapido. "Questa evoluzione crea un unisono tra chirurgo e robot, senza perdere il fattore umano, che resta decisivo nella cura".

Ruffo evidenzia l’altro grande upgrade: la visione tridimensionale, potenziata quattro volte, che permette di identificare strutture sensibili con un’accuratezza impossibile per l’occhio umano. "Il Da Vinci 5 è la realizzazione dell’evoluzione che auspicavamo: una tecnologia che facilita il lavoro del chirurgo e lo rende ancora più sicuro".

Ospedali più efficienti e interventi più sicuri

Come spesso accade nell’ecosistema sanitario, a un progresso clinico terapeutico corrisponde anche un vantaggio di tipo organizzativo. È allora Vincenzo De Marco, responsabile dell’Urologia Robotica, a sottolinea come la piattaforma sia predisposta per integrazioni future con algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di unirsi alla competenza umana per analizzare ogni fase della procedura. "È come operare con le proprie mani, ma con una visione magnificata e un controllo assoluto".

Il valore aggiunto organizzativo diventa ancora più chiaro non appena si ricorda quali sono le altre tecnologie presenti a Negrar, in grado di interfacciassi in maniera sinergica: il Da Vinci Xi, il single-port e il broncoscopio robotico ION. Quest’ultimo consente diagnosi più rapide e affidabili dei noduli polmonari, raggiungendo lesioni troppo piccole o di difficile posizione per effettuare unabiopsia tradizionale. "Diagnosticare presto significa non perdere tempo prezioso nel caso di neoplasie", ribadisce Diego Gavezzoli, direttore della Chirurgia Toracica.

Il futuro della chirurgia passa dall’integrazione uomo-macchina

Il Da Vinci 5 è quindi il primo robot capace di avvicinarsi all’esperienza tattile della mano umana, mantenendo precisione, stabilità e visione amplificata. Per Claudio Cracco, amministratore delegato dell’IRCCS, rappresenta una pietra miliare nel cammino verso l’implementazione generalizzata della chirurgia robotica. "Con questa piattaforma, la chirurgia diventa più efficiente, precisa e sicura. È un’evoluzione che migliorerà i risultati clinici e l’esperienza dei pazienti".

Dunque la mano robotica non è più solo estensione di quella del chirurgo, ma si è sviluppata come strumento che lavora in sinergia e in un ambiente integrato dove sensibilità, precisione e analisi digitale lavorano insieme. E i primi tre interventi italiani effettuati con queste apparecchiature indicano come questo ambiente non sia collocato in un futuro indefinito, per quanto desiderabile. Tutto ciò sta avvenendo nel nostro presente.

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