
Il ministro della Salute ad Atreju: servono collaborazione con le Regioni e un cambio culturale. E la prevenzione diventi priorità.
È "inaccettabile", secondo il ministro sella Salute Orazio Schillaci, che in Italia l’aspettativa di vita dei cittadini sia ancora legata al Cap, cioè al luogo in cui si vive. È uno di passaggi più forti del suo intervento ad Atreju, nel quale ha sottolineato come - nel terzo millennio - non possano esistere differenze così marcate tra una regione e l’altra in un Paese evoluto come l’Italia.
Secondo Schillaci è necessario "fare un lavoro in collaborazione con le Regioni, nell’interesse dei cittadini", ricordando che "la salute è di tutti, è un bene comune". Il ministro ha ribadito l’importanza di preservare il Servizio sanitario nazionale e di tutelare medici e operatori sanitari, definiti "di grande qualità", ma ha anche evidenziato la necessità di un cambio culturale.
"In una nazione che invecchia e con esigenze di salute che stanno cambiando, la nostra stella ispiratrice deve essere la prevenzione", ha spiega il ministro.
Una proiezione FNOMCeO sulla demografia professionale indica che la presenza femminile tra i medici italiani è destinata a diventare largamente maggioritaria.
Liste d’attesa prima preoccupazione sanitaria per gli italiani: il 46% ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente soddisfatto. I dati dell’indagine Euromedia presentata al summit MSD.
Mobilità sanitaria in crescita: nel 2023 gli italiani hanno speso 5,15 miliardi per curarsi fuori Regione. Il Report Gimbe evidenzia divari territoriali e forte attrattività di poche aree del Paese.
Sport e prevenzione entrano nell’agenda di politica sanitaria: il Rapporto TEHA-Osservatorio Valore Sport mostra perché l’attività fisica è strumento di salute pubblica..
Liste d’attesa prima preoccupazione sanitaria per gli italiani: il 46% ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente soddisfatto. I dati dell’indagine Euromedia presentata al summit MSD.
Mobilità sanitaria in crescita: nel 2023 gli italiani hanno speso 5,15 miliardi per curarsi fuori Regione. Il Report Gimbe evidenzia divari territoriali e forte attrattività di poche aree del Paese.
A sei anni dal Covid, Ugl Salute denuncia il ritardo nell’approvazione del Piano pandemico 2025-2029 e nel completamento dei posti letto previsti dal PNRR.
Commenti