
Il ministro della Salute ad Atreju: servono collaborazione con le Regioni e un cambio culturale. E la prevenzione diventi priorità.
È "inaccettabile", secondo il ministro sella Salute Orazio Schillaci, che in Italia l’aspettativa di vita dei cittadini sia ancora legata al Cap, cioè al luogo in cui si vive. È uno di passaggi più forti del suo intervento ad Atreju, nel quale ha sottolineato come - nel terzo millennio - non possano esistere differenze così marcate tra una regione e l’altra in un Paese evoluto come l’Italia.
Secondo Schillaci è necessario "fare un lavoro in collaborazione con le Regioni, nell’interesse dei cittadini", ricordando che "la salute è di tutti, è un bene comune". Il ministro ha ribadito l’importanza di preservare il Servizio sanitario nazionale e di tutelare medici e operatori sanitari, definiti "di grande qualità", ma ha anche evidenziato la necessità di un cambio culturale.
"In una nazione che invecchia e con esigenze di salute che stanno cambiando, la nostra stella ispiratrice deve essere la prevenzione", ha spiega il ministro.
L’IRCCS Ospedale San Raffaele di Roma, dopo l’accaduto milanese, richiama l’importanza nello specificare le denominazioni delle strutture per evitare equivoci.
Per Filippo Anelli (Presidente Fnomceo) il caso San Raffaele dimostra che il riconoscimento dei titoli esteri è una garanzia non negoziabile di sicurezza delle cure. Urgente sbloccare l’intesa Stato-Regioni.
Il caso San Raffaele rilancia il tema della sicurezza delle cure e mette in discussione outsourcing, formazione infermieristica e qualità dell’assistenza.
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