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Disforia di genere, appello alle società scientifiche: “riconoscere linee guida già esistenti”

Sette società scientifiche chiedono di rivedere il Ddl sulla disforia di genere, allineandolo alle linee guida.
Sanità pubblica

Le società scientifiche intervengono nel dibattito sul disegno di legge "Disposizioni per l'appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere" presentato dai ministri della salute Schillaci e della famiglia Roccella, attualmente in commissione al Senato.

In una nota congiunta sette società scientifiche chiedono una revisione del testo affinché risulti coerente con le indicazioni del Consiglio d’Europa e riconosca all’assistenza sanitaria per le persone transgender e gender diverse (TGD) la piena natura di cura, finalizzata alla promozione del benessere della persona stessa e non condizionata da imposizioni biologiche.

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Tra i firmatari figurano, tra le altre, la Società Italiana di Endocrinologia (Sie), la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) e l'Osservatorio Nazionale Identità di Genere (Onig). Le società evidenziano molteplici criticità del provvedimento che, secondo il loro giudizio, rischia di limitare in modo significativo l’accesso alle cure sanitarie, in particolare per le persone TGD in età minorile.

Accesso alle cure e ruolo delle linee guida scientifiche

Uno dei nodi centrali sollevato dagli esperti riguarda i tempi e le modalità d’accesso ai percorsi terapeutici. La comunità scientifica sottolinea l’importanza di far riferimento alle Linee Guida scientifiche già esistenti, a partire da quelle dell’Endocrine Society (2017) e quelle più recenti (2025) della German Society for Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy (DGKJP).

Le società criticano anche che nella relazione al DDL si menzionino solo i Paesi europei che hanno adottato orientamenti restrittivi, non tenendo in considerazione nazioni come Spagna, Olanda, Francia, Belgio o Germania che hanno nel tempo, garantito l’accesso alle cure per i minorenni e aggiornato i loro sistemi.

Nel documento congiunto si ribadisce, infine, che il testo legislativo dovrebbe tenere conto delle raccomandazioni del Consiglio D’Europa che invitano gli Stati membri a garantire l’accesso all’assistenza sanitaria specifica per le persone TGD indipendentemente dall’età.

I firmatari esprimono anche forte preoccupazione per l’ipotesi di rendere obbligatorio, per ogni singolo caso, l’assenso del Comitato Etico Nazionale (Cen) nelle sperimentazioni pediatriche, misura che causerebbe un notevole rallentamento nell’accesso agli interventi medici, con potenziali ricadute negative sulla salute.

Sanità pubblica
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