
La manovra consente incarichi libero-professionali fuori dall’orario di formazione, nel rispetto degli obblighi didattici.
Anche i medici specializzandi potranno effettuare le visite fiscali INPS in caso di carenza di medici fiscali. Lo prevede una riformulazione del governo a un emendamento presentato da Fratelli d’Italia e inserito nella legge di Bilancio, che amplia in modo mirato la platea dei professionisti coinvolgibili.
La norma stabilisce che i medici specializzandi e i laureati in medicina e chirurgia iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, fermo restando il principio della formazione specialistica a tempo pieno, possano svolgere visite fiscali per conto dell’Inps esclusivamente al di fuori dell’orario dedicato alla formazione e nel rispetto degli obblighi previsti dal piano di studi.
Incarichi libero-professionali e limiti operativi
Le attività dovranno essere svolte mediante incarichi libero-professionali, nel rispetto delle normative e delle linee guida vigenti in materia di medicina fiscale, compresi i limiti delle risorse finanziarie a essa destinate. L’intervento è inoltre circoscritto ai soli casi di carenza di medici fiscali.
La misura si inserisce nel percorso di rafforzamento degli strumenti a disposizione dell’Inps per garantire la continuità delle visite di controllo, anche attraverso soluzioni organizzative e digitali, già oggetto di discussione.
Nel Ssn il turnover dei medici non è garantito: tra tetti di spesa, specializzazioni scoperte e fuga dal pubblico, le assunzioni non compensano le uscite.
Dal 1° gennaio 2026 dieci ore annue retribuite per visite, esami e terapie si affiancano ai permessi della Legge 104. L’Inps chiarisce regole e modalità.
Il DL Semplificazione introduce la televisita per i certificati di malattia. Meno burocrazia e più tempo clinico, ma servono regole chiare. Le posizioni di SMI e FNOMCeO.
La Cassazione ha inoltre chiarito che l’attività dei medici in formazione non costituisce lavoro subordinato, ma un percorso formativo
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
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