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Televisita per certificati di malattia: cosa cambia con il DL Semplificazione

Il DL Semplificazione introduce la televisita per i certificati di malattia. Meno burocrazia e più tempo clinico, ma servono regole chiare. Le posizioni di SMI e FNOMCeO.
Sanità pubblica

La televisita certificati malattia diviene realtà nel quadro normativo italiano grazie al DL Semplificazione. Una novità attesa da anni che potrebbe – almeno potenzialmente – alleggerire il carico burocratico sui medici, riducendo gli accessi impropri negli ambulatori. Tuttavia, per rendere questa legge operativa nel senso auspicato, servono regole semplici, strumenti certificati e un equilibrio nuovo tra ambiente digitale e responsabilità professionale. Le posizioni dello SMI, promotore della petizione da oltre trentamila firme, e quelle di FNOMCeO convergono su un punto centrale: la semplificazione deve essere reale e non trasformarsi in un aggravio travestito da innovazione.

Un sistema sovraccarico di burocrazia: perché serviva la televisita

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La discussione sulla televisita e sulla possibilità di certificare la malattia da remoto nasce da un problema strutturale e annoso: la quantità eccessiva di incombenze amministrative che gravano sul tavolo di lavoro dei medici e che sottraggono tempo alla visita e al rapporto tra utenza e medico stesso. Le richieste di certificati di malattia assorbono una parte consistente del tempo, generando accessi impropri e diminuendo la disponibilità per le visite dei pazienti che necessitano di un’assistenza clinica esclusivamente a fini diagnostici e terapeutici. E non burocratici.

È su questo tema che interviene Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo e componente FNOMCeO: "Il percorso normativo della telemedicina era già definito nella Conferenza Stato-Regioni; mancava solo la parte dedicata alla tele-certificazione. La modifica legislativa è arrivata e introduce la possibilità di effettuare la certificazione con strumenti di telemedicina, in particolare quella di incapacità temporanea al lavoro INPS. Tuttavia, nonostante l’apparenza, il provvedimento non incide ancora sul lavoro dei medici, perché sono necessari ulteriori passaggi".

Di quali passaggi si tratta? Stando alle dichiarazioni di Marinoni, già uno di questi rischia di essere esiziale: allo stato attuale non risulta ancora tecnicamente possibile rilasciare certificazioni di malattia tramite televisita. E la normativa vigente – inclusa la cosiddetta "legge Brunetta" – prevede sanzioni pesanti per chi si comporta in modo difforme.

Cosa prevede il DL Semplificazione: un primo riconoscimento normativo

Il DL Semplificazione stabilisce che un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni definirà quali sono i casi e le modalità per ricorrere alla tele-certificazione. La norma riconosce quindi il principio secondo cui un certificato di malattia può essere rilasciato anche da remoto e recepisce così lo spirito della richiesta avanzata dal Sindacato Medici Italiani, che aveva promosso una raccolta firme a sostegno della necessità di ridurre gli accessi impropri agli ambulatori. "Siamo soddisfatti", spiega Pina Onotri, Segretario Generale SMI, "perché questo è un primo risultato concreto: le certificazioni di malattia oggi generano un carico eccessivo sui servizi sanitari, già in difficoltà per carenze di personale". Il punto cruciale resta però l’attuazione pratica e quotidiana: senza una cornice regolatoria chiara, la televisita rimane una possibilità teorica.

Televisita certificati malattia: una risorsa solo se davvero semplice

Il problema infatti non è più normativo, ma tecnico. Marinoni ricorda come l’attuazione richiederà un regolamento del Ministero della Salute per definire quali saranno gli strumenti utilizzabili. "Gli strumenti dovranno essere idonei, geolocalizzabili, tracciabili e certificabili. Potrebbe trattarsi della piattaforma nazionale di telemedicina, ma dovrà essere certificata sia lato medico sia lato paziente. È evidente che non ci si potrà limitare a una telefonata, a una chiamata Whatsapp o a qualsiasi piattaforma generica di comunicazione a distanza".

Il rischio, osserva Marinoni, è che ciò che viene presentato come semplificazione si riveli nella pratica un processo più complesso della visita in presenza, soprattutto per le assenze brevi, che rappresentano la maggior parte dei casi.

Il nodo dell’autocertificazione: una partita ancora aperta

Il DL Semplificazione soddisfa quindi solo in parte le richieste dei sindacati medici. Non è stata accolta, infatti, la proposta ormai annosa di introdurre l’autocertificazione dei primi tre giorni di malattia, che rappresenterebbe l’unica misura davvero capace di alleggerire il carico amministrativo. Marinoni lo spiega chiaramente: "L’unico modo per alleggerire davvero l’attività del medico per questo genere di assenze è l’autocertificazione. Le assenze brevi sono difficilmente obiettivabili e impegnano in modo significativo il lavoro degli ambulatori".

Prosegue poi ancora lo stesso Marinoni: "Tuttavia, approvare l’autocertificazione richiederebbe una revisione profonda dei contratti collettivi nazionali di lavoro, pubblici e privati. Bisognerebbe introdurre un sistema di giorni disponibili, meccanismi incentivanti e disincentivanti, ridefinendo un'intera parte dell’assetto di welfare del Paese. Quando lo proponemmo in passato, sia i lavoratori sia i datori di lavoro lo rifiutarono".

La situazione resta quindi in sospeso: il problema è stato riconosciuto, ma non ancora risolto. E senza un intervento strutturale, la semplificazione rischia di essere solo nominale.

Verso un nuovo equilibrio tra cura, tecnologia e burocrazia

L’introduzione della possibilità di televisita per i certificati di malattia rappresenta un passaggio importante, ma non ancora risolutivo. Perché la misura funzioni davvero, sarà necessario definire procedure chiare, omogenee e sostenibili. Sarà altrettanto importante evitare che la tecnologia diventi un ostacolo, trasformando quello che dovrebbe essere un supporto in un ulteriore livello di complessità.

La sfida consiste nel realizzare un sistema che consenta ai medici di recuperare tempo clinico, riducendo davvero il peso della burocrazia, senza aumentare la responsabilità del medico e senza esporre i professionisti a rischi disciplinari. La televisita certificati malattia, da sola, non basta: occorre un intervento capace di ripensare l’organizzazione del lavoro, i percorsi di certificazione e il rapporto – che deve essere di fiducia – tra cittadini, medici e Pubblica Amministrazione.

Sanità pubblica
Commenti
AM
Angela Merluzzi
Secondo me servono strumenti di controllo e di disencentivazione più seri. Questo è veramente un grosso problema: per l’assenza dal lavoro per malattia del figlio, anche peggio, non c’è nemmeno il controllo a domicilio e spesso il bambino viene mandato in asilo prima che i giorni certificati finiscano…
Rispondi
12/12/2025 07:27
1 Risposte

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