
Le associazioni dei pazienti accolgono con favore l’emendamento Cantù alla Legge di Bilancio che finanzia un programma nazionale di prevenzione reumatologica e presa in carico.
La Commissione Bilancio del Senato ha approvato, nell’ambito della Legge di Bilancio 2026, l’emendamento di cui la senatrice Maria Cristina Cantù è prima firmataria che introduce un finanziamento dedicato a un programma nazionale per la prevenzione reumatologica e la cura di alcune di queste patologie. Il testo è stato sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e riguarda più nello specifico malattie quali fibromialgia, lupus eritematoso sistemico, sclerosi sistemica e artrite reumatoide di recente insorgenza.
Il programma sarà finanziato attingendo a un fondo complessivo di 238 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. Il Ministero della Salute provvederà a definire la suddivisione delle risorse tra le diverse aree terapeutiche, includendo così anche la reumatologia tra le aree destinatarie degli interventi.
Le associazioni dei pazienti: un passo concreto sulla prevenzione
L’approvazione dell’emendamento è stata accolta con grande soddisfazione dalle principali associazioni dei pazienti reumatologici, tra cui APMARR, ANMAR, AMRER, AILS, Gruppo LES Italiano e GILS.
In una nota congiunta, le associazioni sottolineano come questo finanziamento rappresenti "un passaggio concreto verso il miglioramento della qualità dell’assistenza socio-sanitaria per le persone affette da patologie reumatologiche", evidenziando così il valore di un approccio che integri prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico continuativa.
Le organizzazioni dei pazienti hanno inoltre ringraziato la senatrice Cantù per l’impegno costante dimostrato sul tema, richiamando il Disegno di legge n. 946 sulla riorganizzazione dell’assistenza reumatologica, attualmente all’esame parlamentare, e auspicando una rapida ripresa del suo iter.
Prevenzione reumatologica e qualità dell’assistenza
Secondo le associazioni, l’unanimità registrata sull’emendamento segnala una crescente attenzione delle istituzioni verso condizioni che incidono in modo significativo sulla qualità della vita delle persone, così come sulla sostenibilità del sistema sanitario. Essendo in un contesto di risorse limitate, la scelta di investire sulla prevenzione reumatologica viene interpretata come un segnale di sensibilità verso bisogni spesso sottovalutati, ma che hanno un impatto rilevante in termini clinici e sociali.
Sul provvedimento è intervenuta anche la comunità scientifica. Il presidente della Società Italiana di Reumatologia, Andrea Doria, ha infatti definito l’emendamento "un traguardo importante", sottolineando a sua volta come la prevenzione, nelle sue diverse fasi, rappresenti uno strumento essenziale per ridurre complicanze e potenziali disabilità.
L’approvazione dell’emendamento, concludono allora le associazioni, rafforza la prospettiva di un sistema più sensibile alla prevenzione reumatologica e alla continuità assistenziale, ponendo le basi per una presa in carico più omogenea sul territorio nazionale.
Secondo il ministro Schillaci il Servizio sanitario nazionale deve puntare su prevenzione, personale e digitalizzazione per restare universale ed equo.
La Commissione Bilancio approva l’emendamento Cantù che introduce un programma nazionale sulla prevenzione reumatologica e riapre il dossier sul Ddl 946.
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