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Spesa sanitaria, l’aumento viene eroso dall’inflazione

Il Rapporto Osservasalute 2025 segnala una spesa sanitaria sotto la media europea, conti in disavanzo per molte Regioni e un equilibrio economico sempre più fragile.
Sanità pubblica

La spesa sanitaria pubblica italiana continua a rimanere sotto pressione. Nel 2023 il rapporto tra spesa sanitaria e Pil si è attestato al 6,14%, un livello inferiore rispetto a Paesi europei con sistemi di sanità pubblica comparabili, come Finlandia e Regno Unito. Ma c’è di più: l’aumento nominale registrato negli ultimi anni è stato ampiamente compensato dall’inflazione, determinando così una riduzione della spesa reale. È quanto emerge dalla XXII edizione del Rapporto Osservasalute 2025, presentato a Roma e pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, con sede presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Stando ai dati Eurostat, illustrati dal segretario scientifico Alessandro Solipaca, la spesa sanitaria pubblica in termini reali è rimasta sostanzialmente stabile tra il 2014 e il 2019, con un incremento medio annuo dello 0,3%. Solo durante la fase emergenziale della pandemia si è registrato un aumento significativo (+5,7% nel 2020 e +4,3% nel 2021), seguito però da un calo altrettanto significativo: tra il 2021 e il 2023 la spesa reale è infatti diminuita - complessivamente - dell’8,1%.

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Spesa sanitaria: poche Regioni ‘virtuose’

A preoccupare è il disavanzo sanitario nazionale che, nel 2023, ha raggiunto circa 1,85 miliardi di euro, pari a 31 euro pro capite, tornando cioè su livelli che non si registravano dal 2012. Solo sette Regioni hanno chiuso l’esercizio in equilibrio finanziario: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Campania e Sicilia.

In sintesi il rapporto evidenzia una difficoltà di tenuta del sistema, aggravato dall'aumento dei bisogni assistenziali e reso più complesso da una capacità di gestione di spesa che non è uniforme sul territorio nazionale.

Spesa per il Personale e sostenibilità complessiva

Anche sul fronte del personale vi sono dati da esaminare con rande attenzione. Nel 2022 la spesa per il personale sanitario ammontava a 38,9 miliardi di euro, pari al 29,9% della spesa sanitaria totale, confermando un trend di progressiva riduzione dell’incidenza dei redditi da lavoro dipendente nel Servizio sanitario nazionale. Una dinamica attribuita in larga parte alle politiche di blocco del turnover e alle misure di contenimento della spesa adottate dalle Regioni sottoposte a Piano di rientro.

Così commenta le cifre il direttore dell’Osservatorio, Walter Ricciardi: "i dati segnalano un progressivo deterioramento dell’equilibrio economico-finanziario", con ripercussioni pressoché inevitabili sulla capacità del sistema di welfare di sostenere le fasce più fragili della popolazione.

Il Rapporto Osservasalute restituisce così l’immagine di una spesa sanitaria che, pur aumentando in termini nominali, fatica a tenere il passo con l’inflazione e con le trasformazioni demografiche, ponendo interrogativi non eludibili sulla sostenibilità nel medio periodo del Servizio sanitario nazionale.

Sanità pubblica
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