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Premi di marketing e sanità: quella “sottile linea rossa”

Informazione Pubblicitaria Redazione DottNet | 19/12/2025 15:29

Boiron Italia riceve il Trofeo Boni per il lancio di integratori: un riconoscimento interno che riaccende il dibattito sul confine tra marketing e sanità.

Il riconoscimento assegnato a Boiron Italia con il Trofeo Boni per il lancio di una nuova gamma di integratori è, dal punto di vista aziendale, un risultato che merita un plauso. È il riconoscimento di una strategia di marketing ambiziosa e vincente, resa ancora più complessa dal fatto che l’omeopatia, disciplina di cui Boiron è la multinazionale per antonomasia, gode di un ampio consenso presso una parte dell’opinione pubblica - pur non avendo mai acquisito lo status di disciplina medica a cui ambisce da tempo.

Come ha scritto su LinkedIn l’amministratrice delegata Silvia Nencioni, si tratta di "un grande motivo di orgoglio" e della dimostrazione che "quando si lavora uniti, il successo è condiviso". Un messaggio coerente con la natura del riconoscimento, verso il quale è però doveroso introdurre un distinguo tanto semplice quanto decisivo: il premio riguarda la comunicazione e il posizionamento di prodotto, non la sua efficacia terapeutica.

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Quando il marketing incontra la sanità

Il punto critico non è il premio in sé, né tantomeno il risultato ottenuto dall’azienda. La questione riguarda piuttosto la cornice del racconto e la percezione che ne deriva. Il Trofeo Boni, vale la pena ricordarlo, non è un premio scientifico e nemmeno sanitario. È un riconoscimento interno all'azienda di marketing e comunicazione, che valuta la capacità di relazione con il mercato.

Allo stesso modo – e all’opposto – non certifica efficacia clinica, valore terapeutico dei prodotti o impatto sulla salute pubblica. Un distinguo che può sembrare chirurgia della parola, ma che nel contesto italiano è tutt’altro che marginale. La comunicazione sanitaria è infatti un terreno sottoposto a una regolamentazione stringente e la sovrapposizione dei piani può risultare fuorviante, soprattutto in una fase storica segnata da una crisi di fiducia nel rapporto tra opinione pubblica, ricerca scientifica e messaggio istituzionale.

Lo status dell’omeopatia: una distinzione necessaria

Vale allora la pena ricordare che in Italia l’omeopatia non è riconosciuta come medicina dal Servizio sanitario nazionale e che gli omeopati non costituiscono una professione sanitaria autonoma. I prodotti omeopatici sono regolati nella loro specificità, ma non sono equiparati ai farmaci in termini di evidenza scientifica e non rientrano nei percorsi di cura riconosciuti dal sistema pubblico.

È quindi fondamentale chiarire che un premio assegnato a un’azienda omeopatica per il lancio di una linea di integratori riguarda esclusivamente il piano commerciale e comunicativo e non rappresenta in alcun modo una validazione sanitaria o una certificazione scientifica dell’omeopatia come pratica medica.

Complimenti? Tanti. Ma attenti agli equivoci

Ci uniamo quindi con sincerità ai complimenti per il successo di marketing di Boiron Italia. Ma è altrettanto necessario evitare che questo risultato venga trasformato, anche solo implicitamente, in un "premio sanitario". Marketing e sanità sono ambiti distinti con regole, responsabilità e criteri di valutazione profondamente diversi.

Tenere chiaro questo confine tutela l’informazione medico-scientifica e, a cascata, i cittadini. In un settore in cui la fiducia è un bene delicato, la precisione concettuale non è un lusso, ma una necessità. Ed è parte della responsabilità di chi opera nella comunicazione.

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