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Sanità, tra diseguaglianze e innovazione: il bilancio FNOMCeO

Sanità pubblica Redazione DottNet | 29/12/2025 11:03

La sanità italiana chiude un anno di forti contrasti. Da un lato, il fenomeno socio economico della rinuncia alle cure. Dall’altro l’eccellenza della ricerca.

Il bilancio di fine anno della sanità italiana restituisce un quadro complesso, attraversato da tensioni profonde e segnali contrastanti. Da un lato, un Servizio sanitario nazionale sotto pressione, dall’altro una ricerca che continua a produrre innovazione. Chi ben descrive questo scenario ambivalente è Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, nel tradizionale messaggio di auguri.

"È stato un anno difficile, pieno di eventi drammatici, funestato dalla guerra e dagli attacchi alle strutture sanitarie", afferma Anelli, ricordando come il contesto internazionale e sociale abbia inciso anche sulla tenuta dei sistemi di welfare.

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Sul fronte interno, il quadro resta critico. "Nel 2025 sono aumentate le disuguaglianze, il Servizio sanitario nazionale ha sofferto e sono diventati sei milioni i cittadini che hanno rinunciato alle cure", sottolinea il presidente Fnomceo, evidenziando una frattura che va oltre l’organizzazione sanitaria, ma tocca l’accesso stesso ai diritti fondamentali. A questo si aggiunge l’uscita dal sistema di molti professionisti, "andati a lavorare all’estero o in pensione anticipata", con un impatto diretto sulla capacità di risposta del Ssn.

La ricerca come leva di speranza e trasformazione

Accanto a un bilancio segnato da difficoltà strutturali, Anelli individua però un elemento di discontinuità: il ruolo della ricerca biomedica. "Credo che il prossimo sarà un anno di grande speranza grazie alla scienza e alla ricerca biomedica che metterà a disposizione degli italiani tanti nuovi farmaci", afferma.

Non si tratta di un auspicio generico, ma di una riflessione che prende avvio dalle innovazioni terapeutiche più recenti, come nel caso dell’atrofia muscolare spinale, per la quale "è stato reso disponibile un farmaco che consente di cambiare la genetica dei motoneuroni e far guarire questa malattia". Analogamente, per la talassemia, "è stato approvato un farmaco che introduce attraverso le cellule staminali un gene capace di consentire la produzione di emoglobina fetale, liberando finalmente questi malati dalla schiavitù delle trasfusioni".

Progressi che, secondo il presidente Fnomceo, dimostrano come la fiducia nella scienza resti un patrimonio solido del Paese: "Abbiamo registrato che gli italiani credono profondamente nella scienza", osserva. Un patrimonio da non disperdere.

Oltre l’emergenza, una visione per il futuro

Il messaggio che emerge dal bilancio di fine anno non è quindi consolatorio, ma orientato al futuro. "Anche questo è un segno che il domani potrà offrire soluzioni per tante malattie, porre limiti alle sofferenze e dare speranza", conclude Anelli.

La sfida, implicita ma evidente, è quella di trasformare i progressi della ricerca in politiche sanitarie capaci di ridurre le disuguaglianze e garantire accesso equo alle innovazioni. In questo equilibrio tra difficoltà strutturali e avanzamenti scientifici si gioca non solo il futuro del Servizio sanitario nazionale, ma la sua credibilità come istituzione.

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