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Infezioni respiratorie: l’ISS invita alla prudenza nel periodo di picco stagionale

Sanità pubblica Redazione DottNet | 05/01/2026 15:40

Nel pieno della stagione invernale, l’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione su influenza e altri virus respiratori. Niente antibiotici e cautela nei luoghi chiusi.

Nella settimana che probabilmente coincide con il picco dell’epidemia influenzale - quest’anno particolarmente aggressiva - l’Istituto Superiore di Sanità fa rilascia una serie di indicazioni pratiche rivolte ai cittadini. Le Faq pubblicate dall’ISS chiariscono infatti i criteri preventivi, ma anche quelli di automedicazione responsabile e soprattutto indicano una serie di procedure sbagliate che possono determinare problemi di salute ulteriori.

Con una specifica importante: se è vero che siamo a cavallo della massima diffusione influenzale, non è certo questo l’unico virus in grado di dare sintomi respiratori.

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Non solo influenza: quali virus stanno circolando

Con la stagione fredda aumenta infatti la diffusione di diversi agenti patogeni respiratori. Oltre al virus influenzale già citato, risultano circolanti anche SARS-CoV-2, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), e diversi Rhinovirus responsabili del comune raffreddore e delle cosiddette sindromi para-influenzali.

Peraltro questi stessi virus possono coesistere nei medesimi ambienti, dato che durate la stagione fredda c’è una maggiore condivisione di tempo in ambienti chiusi, con ridotta ventilazione e maggiore vicinanza tra le persone. Questi fattori concorrono a facilitare i contagi, determinando anche caso di sovrapposizione di più infezioni così come di apparenti ricadute, quando in realtà è un nuovo patogeno ad avere causato i disturbi.

Come avviene il contagio

Secondo lo schema ISS, i virus respiratori si trasmettono prevalentemente attraverso l’inalazione di goccioline di saliva emesse parlando, tossendo o starnutendo, soprattutto in ambienti affollati e chiusi. A questo si somma il contatto diretto con persone infette e segue poi il contatto indiretto tramite superfici o oggetti contaminati, con successivo trasferimento alle mucose di bocca, naso e occhi.

Prevenzione: il ruolo dei vaccini e dei comportamenti quotidiani

Secondo indicazioni dell’ISS la vaccinazione, se possibile, resta la principale strategia di prevenzione per ridurre il rischio di malattia almeno nelle sue forme più gravi e le possibili complicanze, come polmoniti.

Accanto ai vaccini, l’ISS ribadisce l’utilità di misure comportamentali che dovrebbero essere note: igiene frequente delle mani, evitare contatti stretti se si accusano sintomi (o si è prossimi a persone che li presentano) e avere l’accortezza di restare a casa nelle fasi iniziali di malattia febbrile. Rimane sempre suggerito l’uso di fazzoletti usa e getta e, in caso di starnuti o compi di tosse, questi dovrebbero essere "smorzati" portando la bocca all’incavo del gomito.

Antibiotici: la maggior parte delle volte NON servono

Un punto su cui l’ISS insiste con forza riguarda l’uso degli antibiotici. Influenza e COVID-19, così come la maggior parte delle infezioni respiratorie stagionali, sono causate da virus e, pertanto, l’uso degli antibiotici è assolutamente inutile ai fini della guarigione. Peraltro anche l’utilizzo preventivo dell’antibiotico per evitare complicazioni è inutile e - anzi - dannoso per se stessi e la comunità, dato che contribuisce allo sviluppo dell’antibiotico-resistenza, rendendo più difficili le cure future in caso di infezioni batteriche reali.

Tamponi e diagnosi: cosa fare oggi

Diversamente dalla fase pandemica, oggi non esistono obblighi di legge sull’esecuzione dei tamponi in caso di malattia respiratoria acuta. L’ISS sottolinea che il ricorso ai test può essere valutato caso per caso, previa consultazione con il medico di medicina generale o il pediatra, in base ai sintomi e al contesto clinico.

Come si ottengono i dati?

Lungi dall’essere considerata una seccatura di stagione, le malattie respiratorie invernali devono essere attentamente monitorate soprattutto per difendere i fragili, come gli anziani, i bambini e i cronici. Il monitoraggio delle infezioni respiratorie è affidata a un sistema integrato, attivo dalla stagione 1999/2000, coordinato dall’ISS con il contributo delle Regioni e delle Province autonome. Il sistema si basa su una rete di medici sentinella, costituito da pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, che forniscono dati continui sull’andamento delle infezioni.

Un modello che consente di monitorare l’evoluzione stagionale e, in questo modo, di orientare le strategie di prevenzione e comunicazione sanitaria.

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