
Arrivano le critiche dell’Unione degli universitari, che contesta esclusioni e trasferimenti forzati. L’organizzazione studentesca chiede l’abbandono del semestre filtro e apre al contenzioso.
Con la pubblicazione delle graduatorie nazionali del semestre filtro per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria entra nel vivo la nuova modalità di accesso ai corsi introdotta dal Ministero dell’Università e della Ricerca. I dati diffusi dal Cineca hanno reso noti punteggi, posizioni e sedi assegnate, avviando le procedure di immatricolazione, iscrizione e recupero dei Crediti Formativi Universitari.
Accanto alle indicazioni operative fornite dal Mur, iniziano però ad emergere le prime reazioni critiche da parte delle rappresentanze studentesche.
La posizione dell’Unione degli universitari
L’Unione degli universitari (Udu) parla apertamente di fallimento della riforma. Secondo l’organizzazione, la pubblicazione delle graduatorie "conferma in pieno tutte le preoccupazioni" già espresse nei mesi scorsi, a partire dalle esclusioni e dalla gestione dei trasferimenti.
Per l’Udu, con poco più di 17mila posti disponibili nelle università pubbliche, il nuovo sistema avrebbe prodotto oltre 30mila esclusi dalla graduatoria, ai quali si sommerebbero migliaia di studenti collocati in una posizione di attesa e costretti a cambiare sede a metà anno accademico.
Esclusioni, trasferimenti e diritto allo studio
Nodo centrale della polemica dell’organizzazione studentesca sono le ricadute economiche, psicologiche e didattiche del semestre filtro. L’Udu denuncia trasferimenti obbligati, discontinuità nei percorsi di studio e un impianto che, a loro giudizio, non garantirebbe equità né uniformità di condizioni.
Secondo l’associazione, le modifiche introdotte in corsa avrebbero aumentato la confusione, accentuando le disuguaglianze tra studenti e territori, senza risolvere le criticità strutturali del modello.
Annunciato un ricorso collettivo
Sul piano giuridico, l’Udu annuncia l’avvio di un ricorso collettivo contro il semestre filtro e le graduatorie che ne derivano. L’iniziativa, spiega l’organizzazione, punta a tutelare gli studenti che ritengono di essere stati danneggiati dal nuovo sistema di accesso.
L’associazione riferisce di aver ricevuto migliaia di richieste di informazioni e indica come termine per l’adesione al ricorso la metà di gennaio.
La richiesta di un cambio di rotta
Nel merito, l’Udu chiede l’immediata riapertura dei corsi per gli studenti esclusi e l’abbandono del semestre filtro nella sua formulazione attuale. Al centro della richiesta c’è l’apertura di un tavolo di confronto con la rappresentanza studentesca per definire un modello di accesso ritenuto più equo e sostenibile, anche sul piano della salute mentale.
La mobilitazione, annuncia l’organizzazione, proseguirà dentro e fuori le università.
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