
Gemmato: "Regole più solide per migliorare l’accesso dei cittadini alle cure".
Via libera della Conferenza Unificata al disegno di legge delega per la riforma della legislazione farmaceutica, il cosiddetto Testo unico. Un passaggio istituzionale rilevante che chiude la fase di confronto con Regioni, Province e Comuni e consente al Governo di proseguire l’iter parlamentare della delega, dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato arrivata nelle scorse settimane.
Il provvedimento punta a riordinare un quadro normativo considerato da anni eccessivamente frammentato, stratificato in una molteplicità di leggi, decreti e regolamenti che si sono accumulati nel tempo e che oggi governano l’intera filiera del farmaco, dalla ricerca alla distribuzione.
Un riordino normativo per superare la frammentazione
Secondo il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, promotore del testo, la riforma risponde all’esigenza di costruire un quadro regolatorio più coerente e leggibile per tutti gli attori del sistema. "Dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato dello scorso mese", ha spiegato Gemmato "nella seduta straordinaria della Conferenza Unificata abbiamo incassato l’ok di Regioni, Province e Comuni al disegno di legge delega sul Testo unico della legislazione farmaceutica".
Un passaggio che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe consentire di razionalizzare norme oggi distribuite su più livelli e spesso non pienamente coordinate, con effetti non solo sul lavoro delle istituzioni ma anche sui tempi e sulle modalità di applicazione delle regole.
Il nodo dell’accesso alle cure
È in questo contesto che Gemmato ha collegato esplicitamente il Testo unico al tema dell’accesso dei cittadini alle cure. "Il Testo unico mira a consolidare il corpus legislativo per tutti gli attori della filiera del farmaco e a migliorare così l’accesso alle cure per i cittadini".
Il riferimento non riguarda un ampliamento diretto delle prestazioni o un aumento automatico delle risorse, ma l’idea che una cornice normativa più chiara e stabile possa ridurre incertezze procedurali, sovrapposizioni di competenze e rallentamenti amministrativi che incidono sull’effettiva disponibilità dei farmaci nel Servizio sanitario nazionale.
In altre parole, il miglioramento dell’accesso viene ricondotto a un sistema regolatorio più ordinato, in grado di rendere più prevedibili i percorsi autorizzativi, distributivi e di governo della spesa, senza modificare i principi di appropriatezza e sostenibilità.
Un passaggio istituzionale non scontato
Il via libera della Conferenza Unificata rappresenta, nelle parole del sottosegretario, un passaggio tutt’altro che automatico. "Un passaggio necessario e non scontato per proseguire nell’iter di definizione del decreto legislativo, che contiamo di completare entro l’anno", ha sottolineato Gemmato, indicando come prossimo step l’esame e l’approvazione in Parlamento.
La tabella di marcia, ha aggiunto, punta a una rapida conclusione dell’iter, con l’obiettivo di arrivare a una riforma complessiva che superi la logica degli interventi settoriali e delle modifiche puntuali.
Tra semplificazione e criticità applicative
Il Testo unico della farmaceutica si inserisce in una fase delicata per il sistema salute, segnata da forti pressioni sulla spesa, dall’evoluzione delle terapie innovative e da un crescente bisogno di coordinamento tra livelli istituzionali.
Se da un lato la semplificazione normativa viene indicata come strumento indispensabile per rafforzare l’efficacia del sistema, dall’altro restano aperti nodi rilevanti, a partire dalla concreta attuazione della delega e dalla capacità di evitare che il riordino resti un’operazione formale senza effetti tangibili sull’organizzazione e sull’accesso reale alle cure.
È su questo terreno che il Testo unico sarà chiamato a misurarsi, una volta entrato nel vivo del confronto parlamentare.
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