
Innovativo dispositivo indossabile che traduce i dati corporei come le microvibrazioni dei muscoli e della gola, in informazioni utili.
Si chiama Revoice il dispositivo indossabile comodo e lavabile che potrebbe aiutare le persone a recuperare la voce in modo naturale dopo l’ictus, senza l’utilizzo di impianti cerebrali invasivi.
Il dispositivo, creato all'Università di Cambridge, utilizza una combinazione di sensori ultrasensibili e intelligenza artificiale per decodificare i segnali vocali e gli stimoli emotivi, consentendo alle persone con deficit del linguaggio post-ictus di comunicare in modo naturale.
Revoice offre una comunicazione fluida post- ictus
I segnali provenienti dal dispositivo vengono elaborati da due agenti di intelligenza artificiale: uno ricostruisce le parole a partire da frammenti di linguaggio articolato silenziosamente, mentre l’altro interpreta lo stato emotivo e il contesto della conversazione.
Revoice cattura la frequenza cardiaca di chi lo indossa e le minuscole vibrazioni dei muscoli della gola, e utilizza questi segnali per ricostruire in tempo reale le parole e le frasi che la persona intende pronunciare.
In una piccola sperimentazione condotta su cinque pazienti con disturbo del linguaggio post-ictus, il dispositivo ha raggiunto un tasso di errore sulle parole del 4,2% e un tasso di errore sulle frasi di appena il 2,9%.
Per la prima volta Revoice offre una comunicazione fluida in tempo reale, trasformando poche parole articolate ma inudibili in frasi complete e scorrevoli. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications e potrebbero avere implicazioni non solo per la riabilitazione post-ictus, ma anche per il supporto a persone con Parkinson e altre patologie neurodegenerative.
Attualmente i ricercatori stanno pianificando uno studio clinico a Cambridge su pazienti con post-ictus per valutare la fattibilità del sistema e attivarlo il prima possibile.
Al Senato il punto su diagnosi tempestiva, percorsi omogenei e interoperabilità del Fascicolo sanitario elettronico.
Un algoritmo basato sul sonno notturno è in grado di stimare il rischio futuro di 130 patologie, incluse malattie neurologiche e cardiovascolari.
Nuova terapia sperimentale post ictus: una singola iniezione potrebbe proteggere i neuroni e limitare i danni permanenti.
Si tratta di educare i bambini dai 5 ai 9 anni affinché siano in grado di riconoscere i sintomi dell’ictus nei loro nonni o familiari adulti e agiscano tempestivamente. Un apprendimento che passa dal gioco ma che ha un potenziale salvavita reale
Più formazione per vincere sfida arresto cardiaco improvviso
I vaccini sono adattati alla variante JN.1. Possibile la co-somministrazione dei nuovi vaccini aggiornati con altri
Bellantone: "la sicurezza dell’assistito è un pilastro fondamentale della qualità delle cure ed è un diritto inalienabile di ogni persona"
"Uso corretto delle risorse non avviene in tutte le regioni"
Commenti