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Malattie mentali: 3 italiani su 4 hanno avuto esperienze dirette o indirette

Il 74% degli italiani ha esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale, ma permangono difficoltà di accesso e stigma sociale.
Psichiatria

Il 74,1% degli italiani afferma di aver avuto esperienze dirette o indirette con problemi di salute mentale (il 34,2% in prima persona, il 36,3% attraverso familiari o amici). Tra i giovani (18-34enni), il 53,3% ha avuto esperienze dirette con il disagio psichico, contro il 16,6% degli over 65.

Il 29,4% delle persone dichiara di pensare frequentemente alla propria salute mentale (il 41,9% tra i giovani) e il 44,3% in modo sporadico.

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Per quanto riguarda la capacità del Sistema sanitario italiano di assicurare risposte terapeutiche, emergono le valutazioni negative: il 56,9% pensa che l'azione del Ssn sia scarsamente efficace con riferimento ai disturbi neurologici, il 58,2% per quelli del neurosviluppo e il 65,6% per quelli psichiatrici.

Ancora, il 42,4% degli intervistati ha dimostrato di avere difficoltà ad accedere ai servizi sanitari pubblici ed il 59,0% ha dovuto rivolgersi a servizi privati a pagamento.

Questo è quanto emerge dall'indagine "Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani" elaborata dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentata a Roma.

Percezione e prevenzione della salute mentale

Nel sondaggio è emerso che un terzo degli italiani ha una visione pragmatica della salute e il 31,3% pensa che la salute coincida con l'equilibrio psicofisico (lo pensa anche il 44% dei giovani, categoria in cui i disagi gravi sono in aumento).

Il 46,7% è convinto che il benessere fisico dipenda da quello psicologico, mentre il 45,8% pensa che siano importanti in ugual maniera. Ad ogni modo le malattie più temute sono Alzheimer e demenze (49,5%), tumori del cervello (32,7%) e depressione (24,1%).

Le persone intervistate si ritengono informate, il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l'aggravarsi dei disturbi di salute mentale e del cervello.

Inoltre, è considerata necessaria la promozione del benessere psicologico nella scuola (48,6%) e la presenza di un sostegno nei luoghi della quotidianità (46,8%) tra cui quelli di lavoro.

Una quota simile a questa (il 44,%) indica il rilevamento precoce attraverso gli screening e richiede il potenziamento dell'attività dei servizi dedicati alla salute mentale (il 43,2%).

Stigma e atteggiamenti verso le malattie mentali

Secondo gli italiani vi è uno stigma sociale associato alle malattie mentali, specie quelle psichiatriche. Il 67,9% sostiene che su questi disturbi persistano ancora vergogna e discriminazione, mentre i disturbi neurologici vengono considerati meno soggetti a stigma (44,9%).

Inoltre prevale la convinzione che la situazione di vita di chi soffre di problemi mentali sia ancora segnata dalla vergogna e dall’isolamento sociale (lo pensa circa il 59% degli italiani).

Con riferimento a sé stessi il 50,3% del campione intende per salute mentale l’assenza di disagio psicologico e quindi l’assenza di problemi che incidono sullo stato emotivo, come ansia e depressione lieve.

Per quanto riguarda il livello culturale emerge una propensione ormai diffusa a rivolgersi ad un aiuto professionale, con l'82% che ricorrerebbe o è già ricorso ad un professionista nel caso in cui si dovesse fronteggiare un problema di salute mentale.

Inoltre, nell'indagine viene rilevato che il 62,8% degli intervistati pensa che salute mentale e salute del cervello non coincidono e si tende a distinguere tra malattie neurologiche e del neurosviluppo (salute del cervello) e malattie psichiatriche (salute mentale).

Malattie del cervello e fattori di promozione del benessere

Tra le malattie del cervello vengono indicate prima di tutto tumori del cervello (42,8%) e demenze (40,7%), mentre tra le malattie indicate come problemi di salute mentale prevalgono depressione (52,0%) e forme di paranoia e manie (34,5%).

Ketty Vaccaro, responsabile della ricerca biomedica e salute del Censis, ha spiegato: "I fattori che gli italiani ritengono più importanti per promuovere la salute mentale e del cervello superano la tradizionale dicotomia e appaiono trasversali, coniugando gli aspetti individuali, come stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%) e equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%), a quelli più legati ai determinanti sociali ed ambientali, come un ambiente di vita socialmente non degradato (28,3%)".

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