
Un cambio di paradigma nella cura, capace di superare la logica delle singole diagnosi per intervenire sugli effetti complessivi del disagio, può rappresentare un modello utile anche per la salute mentale.
Dal concetto ispirato all’approccio "One Health", che prevede il connubio tra salute mentale, ambientale e animale, è partito l’intervento di Alberto Siracusano, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, al XIII Congresso nazionale Spdc (Servizi psichiatrici diagnosi e cura), tenutosi a Bergamo e presieduto dagli psichiatri Emi Bondi e Giancarlo Cerveri.
Un modello integrato per la salute mentale
Siracusano ha spiegato: "Quella della One Mental Health è una filosofia che guarda agli effetti complessivi del disagio sulla persona e sulla società e che può diventare un modello anche per la salute mentale, dove esistono disturbi che vanno certamente trattati nella loro specificità, ma che esprimono un disagio che attraversa l'intera società".
Il mondo si sta trasformando e, come sottolineato da Siracusano, il cambiamento è avvenuto anche nel settore psichiatrico: "Dobbiamo saper cogliere questi cambiamenti per poter davvero incidere".
Bondi e Cerveri hanno evidenziato che: "Questo è il congresso degli Spdc, ma parlare di Spdc significa parlare inevitabilmente di integrazione. La salute mentale, come la salute in generale, non può più essere affrontata per compartimenti stagni, soprattutto in un contesto sociale in rapida trasformazione in cui i servizi di salute mentale sono chiamati a operare.
È necessario cogliere le criticità di una società che sta cambiando profondamente, nella quale la salute mentale rappresenta una componente centrale delle fragilità emergenti".
In questo contesto si inserisce il Piano d’azione nazionale per la salute mentale, approvato di recente in finanziaria, uno strumento individuato per rispondere a bisogni complessi e percepire i cambiamenti in atto.




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