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Mennini: “Oltre 100 milioni nel 2026 per la salute mentale”

Mennini annuncia oltre 100 milioni per la salute mentale nel 2026, puntando su prevenzione, cure e monitoraggio post-Covid.
Psichiatria

Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della programmazione del Ministero della Salute, in occasione della presentazione del rapporto Lundbeck-Censis sulla salute mentale a Roma, ha espresso non poche considerazioni.

Mennini ha dichiarato: "All'interno del Ministero della Salute, in questi tre anni, è stata prestata molta attenzione al problema legato alla salute mentale. Sono state portate avanti molte iniziative e sono state dedicate risorse importanti nell'ultima legge di Bilancio, sommando i vari interventi, superiamo infatti 100 milioni di euro per il 2026 e negli anni a seguire le risorse continueranno ad essere messe a disposizione".

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Focus sulla prevenzione e il monitoraggio post-Covid

Il Ministero della Salute ha sottolineato l’importanza nel monitorare tutto, dal post-Covid alle attività legate alla programmazione sanitaria, ai farmaci, ai dispositivi medici.

Ha inoltre evidenziato: "All'interno dei percorsi diagnostico-terapeutici cerchiamo di capire quali sono i percorsi che garantiscono un miglioramento sulla salute dei cittadini a seguito dell'utilizzo di alcune tecnologie e percorsi di diagnosi e cura che sono più efficienti".

Un aspetto fondamentale, come evidenziato da Mennini, riguarda la prevenzione. Come dichiarato dal Ministro della Salute: "Credo che sia un segnale importante il fatto che il presidente del Consiglio Superiore di Sanità sia Alberto Siracusano, un professore di psichiatria. Questo fa capire qual è l'attenzione rivolta ai problemi della salute mentale da parte del Ministero della Salute".

Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, ha sottolineato: "Voglio ringraziare il governo e il ministro Schillaci che si è battuto e ha ottenuto questa grande vittoria, quella dell'investimento vincolato per la salute mentale. Ricordiamo che dopo la pandemia, vari studi hanno ribadito la percezione degli italiani del peggioramento della propria salute mentale.

Questi dati evocano responsabilità, dobbiamo investire risorse e investirle bene, in settori determinati, potenziando il terzo settore e coinvolgendo, oltre che le regioni, anche gli enti locali, partendo dall'infanzia fino all'età adulta e coinvolgendo anche le scuole, che sono il luogo più frequentato dai giovani, che sembrano essere, come fascia d'età, la parte più colpita".

Campitiello ha concluso ricordando il Pansm (Piano di azione nazionale per la salute mentale), pubblicato per la prima volta. Un lavoro che segna il merito del Ministro e degli operatori. Il terzo settore riceve così l’importanza meritata, così come la salute mentale dell'infanzia ottenendo la giusta attenzione.

Psichiatria
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