
In Italia la copertura vaccinale antinfluenzale negli over 65 resta insufficiente: circa un anziano su tre non si vaccina. Un dato che, in un Paese caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione, rappresenta una criticità sanitaria e organizzativa. A rilanciare l’urgenza di un cambio di rotta è Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive all’Università Federico II, intervenendo all’apertura della seconda edizione di “Infettivologia all’ombra del Vesuvio – La fragilità oggi: dalle patologie croniche alla fragilità di sistema”.
«Vaccinare significa investire in salute – ha sottolineato Gentile –. Ogni euro speso in vaccini può generare un ritorno stimato tra i sette e i dieci euro. Con una popolazione sempre più anziana e fragile, la vaccinazione protegge il singolo e allo stesso tempo riduce l’impatto delle malattie acute sul sistema sanitario». Il riferimento è a ricoveri, complicanze e sovraccarico dei servizi, che colpiscono in modo particolare i pazienti anziani e cronici durante la stagione influenzale.
Il convegno, promosso dalle società scientifiche SIMIT e SITA, ha riunito a Napoli specialisti da tutta Italia per discutere il concetto di fragilità in senso ampio: non solo clinica, ma anche sociale e organizzativa. In questo contesto, le malattie infettive assumono un ruolo di “regia” nella prevenzione, chiamate a governare strategie di protezione lungo tutto l’arco della vita.
Secondo Gentile, il rafforzamento delle politiche vaccinali deve andare oltre l’influenza stagionale. «È indispensabile promuovere anche le vaccinazioni dell’adulto oggi ancora poco diffuse, come quelle contro Herpes Zoster e pneumococco», ha spiegato. In parallelo, è necessario un salto culturale verso una nuova medicina di precisione. «Nelle sindromi simil-influenzali diventa cruciale diagnosticare con esattezza l’agente causale – influenza, Covid-19 o infezione batterica – per intervenire in modo mirato, riducendo l’uso inappropriato di antibiotici e valorizzando antivirali specifici».
Il tema della fragilità, emerso come filo conduttore della due giorni, riflette un cambiamento strutturale: oggi la fragilità non è più un’eccezione, ma una condizione sempre più diffusa. «La vaccinazione è l’arma preventiva più efficace ed è anche la più sostenibile – ha ribadito Gentile –. Bisogna uscire dalla logica del costo e ragionare in termini di investimento».
Sul fronte dell’attualità, Nicola Coppola, professore ordinario di Malattie infettive all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, ha chiarito la situazione relativa ai recenti casi di meningite segnalati a Napoli in ambito scolastico. «Non c’è un vero allarme: i numeri sono in linea con gli anni precedenti. Tuttavia, la prevenzione resta centrale». Coppola ha ricordato che oggi esistono vaccini efficaci contro diversi sierogruppi meningococcici e che una copertura completa nella popolazione giovane potrebbe azzerare anche i pochi casi registrati.
Il messaggio che emerge dal confronto tra gli esperti è netto: in una società che invecchia, la prevenzione vaccinale e la medicina di precisione non sono più opzioni, ma pilastri indispensabili per tutelare la salute dei cittadini e la sostenibilità del sistema sanitario.



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