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Liste d’attesa, in Gazzetta le risorse per la Piattaforma nazionale

Sanità pubblica Redazione DottNet | 22/01/2026 15:25

Pubblicato il decreto del Ministero della Salute che stanzia 28,85 milioni di euro per la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa. Definita la ripartizione tra le Regioni e le modalità di accesso ai fondi.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Salute che autorizza il finanziamento per la realizzazione della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, uno degli strumenti previsti per migliorare il monitoraggio e la gestione dei tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.

Il provvedimento prevede un contributo a carico dello Stato pari a 27,4 milioni di euro, a cui si aggiunge una quota del 5% a carico delle Regioni, per una spesa complessiva di 28,85 milioni di euro. Il riparto era stato approvato in Conferenza Stato-Regioni a fine novembre.

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Come vengono ripartite le risorse

Il decreto stabilisce che a ciascuna Regione spetti una quota fissa di 850 mila euro, a cui si aggiunge una quota variabile. Sono escluse dal riparto le Province autonome di Trento e Bolzano, le cui risorse risultano indisponibili in base alla normativa vigente.

Gli importi complessivi, comprensivi della quota regionale del 5%, variano in modo significativo:
la Lombardia riceve circa 3 milioni di euro, mentre al Molise spettano 913.727 euro.

Tra le altre assegnazioni: il Piemonte ottiene 1,78 milioni di euro, il Veneto 1,91 milioni, l’Emilia-Romagna 1,88 milioni, la Toscana 1,65 milioni, il Lazio 2,1 milioni, la Campania poco più di 2 milioni, la Sicilia 1,9 milioni, la Puglia 1,7 milioni e la Sardegna 1,19 milioni. Le Regioni più piccole, come Valle d’Aosta e Basilicata, ricevono importi inferiori al milione di euro.

Le condizioni per l’accesso ai finanziamenti

Il decreto disciplina anche tempi e modalità di utilizzo delle risorse. Entro 30 giorni dall’approvazione del progetto operativo da parte di AGENAS, ciascuna Regione dovrà trasmettere il progetto al Ministero della Salute.

Il documento dovrà indicare il fabbisogno complessivo, gli interventi ritenuti prioritari e una relazione tecnica sugli interventi che si intendono realizzare. Solo a seguito di questo passaggio sarà possibile procedere all’effettivo impiego dei fondi.

Un tassello nella strategia sulle liste d’attesa

La pubblicazione del decreto rende operativa la fase di finanziamento della Piattaforma nazionale, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe consentire una lettura più uniforme dei tempi di attesa e supportare le politiche di governo del fenomeno a livello nazionale e regionale.

Resta ora da verificare come le Regioni declineranno operativamente il progetto e quale sarà l’impatto concreto dello strumento sulla riduzione delle liste d’attesa, uno dei nodi più critici per l’accesso alle cure nel Servizio sanitario nazionale.

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