
Il presidente Gimbe interviene a Termoli al convegno “Il Grande Malato”: pronto soccorso, liste d’attesa e carenza di medici sono i sintomi di un SSN definanziato.
Il Servizio sanitario nazionale è stato progressivamente indebolito negli ultimi quindici anni dai vari governi, a prescindere dal colore politico. Lo ha affermato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenendo nella sede di Termoli dell’Università degli Studi del Molise in occasione del convegno sulla sanità dal titolo Il grande malato. Per una riforma della sanità in Italia. Idee ed iniziative per un nuovo corso, promosso da Cgil Molise e Ali.
"Oggi tutti i cittadini italiani sono alle prese con grandi problemi della sanità e le principali preoccupazioni, come spesso si vede dalle indagini di popolazione, sono pronto soccorso affollati, liste d’attesa interminabili, medici di famiglia che non si trovano", ha dichiarato Cartabellotta. "Sono tutti sintomi di un servizio sanitario che è stato profondamente indebolito negli ultimi quindici anni, da tutti i Governi".
Definanziamento e fuga dal servizio pubblico
Nel suo intervento, il presidente di Gimbe ha richiamato le dinamiche strutturali che hanno contribuito a questo indebolimento. "Il servizio è stato profondamente definanziato, non facciamo riforme da oltre 25 anni e, dopo lo stress del Covid, stiamo sperimentando questa progressiva fuga dei professionisti dal servizio pubblico", ha aggiunto.
Un quadro che, secondo Cartabellotta, sta producendo effetti evidenti sull’organizzazione e sulla capacità di risposta del sistema, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.
Le criticità delle regioni più piccole
Cartabellotta ha infine posto l’accento sulle difficoltà specifiche delle regioni di dimensioni minori. "Il vero problema è che, nelle regioni piccole, è molto difficile organizzare una rete di servizi dove ci sia tutto per tutti", ha spiegato, sottolineando la necessità di "puntare molto sul rafforzamento dell’area territoriale" e di "accettare anche di fare reti interregionali su alcune cose", perché le regioni più piccole faticano a essere sostenibili anche dal punto di vista economico.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il segretario generale della Cgil Molise Paolo De Socio, l’assessore regionale Michele Iorio, la consigliera regionale Micaela Fanelli e diversi amministratori locali.
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