
Presentata alla Camera una Pdl per rafforzare cure palliative e terapia del dolore. Obiettivo: ridurre i divari territoriali e migliorare l’accesso, soprattutto nelle RSA.
È stata presentata alla Camera la proposta di legge 2344 che modifica e rafforza la Legge 38 del 2010 sulle cure palliative e la terapia del dolore, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare l’accesso alle cure, in particolare nelle Residenze sanitarie assistenziali.
Il primo firmatario, Lorenzo Cesa, ha spiegato che l’iniziativa nasce a sedici anni dall’approvazione di una norma che ha rappresentato "un autentico diritto di civiltà", ma che continua a essere applicata in modo disomogeneo sul territorio nazionale. "La proposta punta a colmare le disuguaglianze territoriali e le difficoltà di accesso alle cure, emerse soprattutto nelle RSA", ha sottolineato.
L’invecchiamento della popolazione e il ruolo delle RSA
Nel motivare la proposta, Cesa ha richiamato i dati demografici che indicano una crescita significativa della popolazione anziana non autosufficiente. "Nel 2030 avremo circa 5 milioni di anziani non autosufficienti" ha affermato "È necessario migliorare l’accesso alle cure palliative e sostenere le RSA con maggiori risorse, accompagnando il fine vita in modo dignitoso e preparando adeguatamente il personale dedicato".
Il riferimento alle strutture residenziali segna uno dei punti qualificanti della Pdl, che mira a estendere in modo più sistematico l’approccio palliativo anche fuori dai contesti ospedalieri tradizionali.
La dimensione culturale delle cure palliative
Un passaggio centrale del dibattito è stato richiamato da Paola Binetti, relatrice della Legge 38 del 2010 e collaboratrice alla stesura della nuova proposta. Binetti ha chiesto una rapida calendarizzazione del testo, sottolineando che "la cultura delle cure palliative si deve estendere" e che "non si deve arrivare a pensare che il progetto di vita non abbia più senso".
Un’affermazione che richiama il valore delle cure palliative non solo come risposta clinica al dolore, ma come strumento per accompagnare la persona nella fase più fragile dell’esistenza, mantenendo una prospettiva di senso e di tutela della dignità.
Un aggiornamento di una legge non pienamente attuata
Sul piano istituzionale, il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, ha evidenziato come la Legge 38 del 2010 non sia "del tutto applicata", rendendo necessario un aggiornamento che ne rafforzi l’effettiva attuazione.
In questa direzione si inserisce anche il richiamo del vicepresidente della Commissione Affari sociali Luciano Ciocchetti, che ha ricordato come il tema delle cure palliative sia stato già oggetto di una risoluzione approvata a settembre, volta al potenziamento e alla piena applicazione delle norme esistenti. La nuova proposta, ha spiegato, "completa un percorso, aprendo alle cure palliative anche nelle RSA".
Risorse e diritti esigibili
La Pdl 2344 si inserisce in un quadro che comprende anche lo stanziamento di 20 milioni di euro previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Secondo i promotori, l’insieme di queste misure rappresenta un passaggio decisivo per rendere realmente esigibili, su tutto il territorio nazionale, i diritti sanciti dalla Legge 38.
Un rafforzamento che interviene sull’organizzazione delle cure e sulla formazione, ma che incide anche sul modo in cui il sistema sanitario affronta le fasi più complesse della vita, cercando risposte strutturate e uniformi a bisogni che non possono essere lasciati alla sola dimensione emergenziale o territoriale.
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