
Perdura lo stallo nel rinnovo dei contratti della sanità privata accreditata e delle Rsa, determinando difficoltà sulla tenuta dei servizi e sulle condizioni di lavoro del personale. È la denuncia di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che parlano di un "ritardo inaccettabile" nel rinnovo dei Ccnl da parte di AIOP e ARIS.
Secondo i sindacati, il vuoto contrattuale ha ormai raggiunto dimensioni inaccettabili fino a diventare strutturali: otto anni per la sanità privata e tredici anni per le Rsa. Una situazione che, sostengono, non può più essere tollerata.
Salari, Lea e fuga dal settore
L’assenza di contratti aggiornati, sottolineano le organizzazioni sindacali, produce salari non adeguati all’inflazione, con perdita significativa del potere d’acquisto. Va anche rivista la cornice normativa, ormai superata, che ha ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza e sulla garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza.
La differenza nella retribuzione tra sanità pubblica e privata accreditata resta uno dei nodi principali. Per una figura come l’infermiere, il divario sul trattamento tabellare e sulle indennità può arrivare a circa 500 euro mensili, a fronte dello svolgimento di attività sono sostanzialmente sovrapponibili.
Secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, queste disparità stanno alimentando l’abbandono del settore da parte del personale, con conseguenze sulla continuità dei servizi e sulla capacità delle strutture accreditate di rispettare i requisiti di organico previsti dalle normative regionali.
Mobilitazione e richiesta di ispezioni
Di fronte al protrarsi dello stallo, i sindacati hanno quindi annunciato iniziative di mobilitazione su tutto il territorio nazionale e il ricorso a diversi strumenti di pressione, dalle denunce pubbliche alle azioni legali, fino alla richiesta di ispezioni nelle strutture sanitarie, residenziali e semiresidenziali.
Nel mirino non c’è solo la controparte datoriale, ma anche il silenzio delle istituzioni. "Nonostante le sollecitazioni avanzate dieci giorni fa, non è arrivata alcuna risposta dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni", denunciano le organizzazioni sindacali.
Il confronto istituzionale e il nodo dei contratti
Sul versante istituzionale, la Fp Cgil ha espresso apprezzamento per l’approvazione, da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dei documenti su sanità e funzioni locali, giudicando positivo il metodo di confronto avviato.
Secondo il segretario generale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, dai contenuti esaminati emerge una volontà comune di affrontare le criticità che attraversano entrambi i settori. Tuttavia, l’auspicio è che il dialogo si traduca rapidamente in atti concreti. "È necessario avviare al più presto la trattativa per il rinnovo dei contratti", afferma, insieme alla richiesta di modificare quelle norme che negli ultimi anni hanno limitato le possibilità di assunzione, valorizzazione del personale e contrattazione di secondo livello.
Tra metodo e risultati
Nel complesso, le due prese di posizione restituiscono l’immagine di un sistema in cui il confronto istituzionale è riconosciuto come necessario, ma resta ancora distante dai risultati attesi sul piano contrattuale. Un divario che, secondo i sindacati, rischia di compromettere ulteriormente la sostenibilità della sanità privata accreditata e delle Rsa, proprio mentre il sistema pubblico fatica a rispondere alla crescente domanda di assistenza.




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