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Sanità privata, fallisce la conciliazione sul contratto. I sindacati verso lo sciopero

Sindacato Redazione DottNet | 13/02/2026 10:36

Nessun accordo al Ministero del Lavoro sul rinnovo del CCNL Aiop-Aris. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciano le procedure per lo sciopero e chiedono un tavolo con Salute e Regioni sul nodo accreditamenti e coperture.

È fallito il tentativo di conciliazione sul rinnovo del contratto della sanità privata Aiop-Aris. Le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno annunciato che l’incontro svoltosi al Ministero del Lavoro si è concluso senza accordo e che nei prossimi giorni saranno attivate le procedure conseguenti, compresa la comunicazione alla Commissione di Garanzia della data di uno sciopero nazionale.

Al centro dello stallo c’è la posizione delle associazioni datoriali, che avrebbero subordinato l’apertura del tavolo negoziale alla garanzia della copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle Regioni. Una condizione che i sindacati definiscono "ingiustificata" e incompatibile con le esigenze del personale, in un contesto segnato da anni di stagnazione salariale e dall’erosione del potere d’acquisto.

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Il nodo delle coperture regionali

Il punto è strutturale. Le strutture della sanità privata accreditata erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale e ricevono finanziamenti regionali. Aiop e Aris sostengono che un rinnovo contrattuale senza adeguamento delle tariffe o coperture dedicate rischierebbe di scaricare costi insostenibili sugli operatori.

I sindacati ribaltano l’argomento: non è accettabile, affermano, subordinare la trattativa contrattuale a una preventiva garanzia economica delle Regioni, sottraendosi alle responsabilità proprie dei datori di lavoro.

La frattura si inserisce in un quadro già complesso, dove il personale della sanità privata lamenta un divario crescente rispetto ai colleghi del pubblico sia sul piano retributivo sia su quello delle tutele.

Accreditamenti e regole del sistema

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono ora l’apertura urgente di un tavolo con il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni per ridefinire le regole di accreditamento.

L’obiettivo dichiarato è vincolare le strutture che operano in regime di accreditamento all’applicazione del contratto nazionale di riferimento. Secondo i sindacati, non è sostenibile che realtà finanziate con risorse pubbliche possano applicare contratti differenti o ritardarne il rinnovo.

La questione, dunque, non riguarda solo una vertenza salariale ma l’equilibrio tra finanziamento pubblico, regole del mercato sanitario e diritti del lavoro.

Se lo sciopero verrà proclamato, il confronto si sposterà inevitabilmente sul piano politico, coinvolgendo direttamente Ministero e Regioni in un passaggio che tocca la tenuta complessiva del sistema sanitario misto pubblico-privato.

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