
Scostamento dal tetto programmato di 2,85 miliardi. Pesano innovazione e invecchiamento della popolazione, al lavoro nuove misure di governance
Nei primi nove mesi del 2025 la spesa farmaceutica complessiva a carico del Servizio sanitario nazionale ha raggiunto i 18 miliardi e 420 milioni di euro, registrando un aumento, rispetto al tetto programmato, pari a 2,85 miliardi. Sono questi i dati del "Monitoraggio della spesa farmaceutica nazionale e regionale gennaio–settembre 2025", presentato al Consiglio di amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
La spesa per i medicinali dispensati attraverso le farmacie aperte al pubblico si attesta a 6.425 milioni di euro, pari al 6,33% del Fondo sanitario nazionale.
Differenze territoriali e variabilità regionale
Il monitoraggio indica una spiccata variabilità da Regione a Regione, soprattutto per quanto riguarda la spesa per acquisti diretti. L’incidenza della spesa sul Fondo sanitario nazionale varia dal 14,67% della Sardegna al 9,91% della Lombardia e al 9,65% della Provincia autonoma di Trento.
Nel confronto con il 2024, alcune Regioni hanno registrato una riduzione dell’incidenza della spesa sul Fondo sanitario nazionale nel 2025, tra queste Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Molise e la stessa Provincia autonoma di Trento.
Innovazione e demografia tra i principali driver di spesa
Secondo il direttore tecnico scientifico dell’Aifa Pierluigi Russo, l’andamento della spesa farmaceutica pubblica è influenzato da molteplici fattori. "Tra questi – ha spiegato – l’introduzione di farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione, che in Italia presenta un trend di spesa crescente negli ultimi vent’anni, in linea con quanto osservato in altri Paesi sviluppati dotati di un sistema sanitario pubblico".
Nel dettaglio, la crescita della spesa per acquisti diretti di farmaci di tutte le classi di rimborsabilità da parte delle strutture sanitarie pubbliche è stata del +4,9% a settembre 2025, in calo rispetto al +9,1% registrato a settembre 2024 e al +15% rilevato ad aprile 2024.
Farmaci innovativi e tetto degli acquisti diretti
Nel 2025, ha sottolineato Russo, si registra una riduzione rilevante della spesa per farmaci innovativi, legata alla scadenza dei 36 mesi della cosiddetta "patente di innovatività", prevista dalla normativa vigente. Questo meccanismo ha comportato il riversamento dell’onere sul tetto degli acquisti diretti, che da oltre dieci anni presenta livelli di spesa superiori a quelli programmati.
Negli ultimi due anni, ha aggiunto, le nuove norme introdotte in materia di finanziamento e regolamentazione dell’assistenza farmaceutica, insieme alle misure amministrative adottate dall’Aifa per governare l’accesso ai farmaci, stanno contribuendo ai risultati finora ottenuti e sono destinate a produrre ulteriori effetti.
Verso nuove regole di governance della spesa
Sul fronte della governance, il presidente dell’Aifa Robert Nisticò ha spiegato che l’Agenzia sta lavorando a una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità dei nuovi medicinali ad alto costo e innovativi. Parallelamente, è in corso il lavoro sulle modalità di attuazione della norma introdotta con la legge di Bilancio 2026 relativa alla revisione del prontuario farmaceutico nazionale.
L’obiettivo, ha chiarito Nisticò, è rafforzare gli strumenti di controllo e programmazione della spesa, garantendo al tempo stesso l’accesso alle terapie innovative in un quadro di sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale.
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