
Prevenzione, inclusione e contrasto allo stigma nei luoghi di lavoro al centro dell’accordo.
Favorire la piena integrazione delle persone con diabete nel mondo del lavoro e promuovere, all’interno delle imprese, la cultura della prevenzione e dei sani stili di vita. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato tra FAND – Associazione Italiana Diabetici e Assimprenditori, che avvia una collaborazione strutturata tra associazionismo dei pazienti e rappresentanza imprenditoriale.
L’accordo prevede l’impegno congiunto delle due organizzazioni nello sviluppo di iniziative rivolte ai luoghi di lavoro, con l’obiettivo di migliorare le condizioni delle persone con diabete, favorirne una corretta gestione della malattia e contrastare lo stigma che ancora accompagna questa patologia nei contesti professionali.
"Valorizzare le persone con diabete come risorsa"
"L’accordo fra le due organizzazioni, di cui siamo fieri, ha l’obiettivo di permettere alle persone con diabete di avere piena consapevolezza della propria malattia, attraverso una gestione serena e corretta, per favorire la loro capacità di dare pieno contributo allo sviluppo della nostra società", dichiara Manuela Bertaggia, presidente di Fand.
Secondo Bertaggia, il protocollo sarà utile anche a ridurre le complicanze e l’impatto socioeconomico del diabete attraverso un approccio proattivo che coinvolgerà non solo le persone con diabete, ma anche l’ambiente familiare, sociale e lavorativo. "Vogliamo promuovere nei luoghi di lavoro una cultura che consideri la persona con diabete come una risorsa e non come un problema", sottolinea, evidenziando come una migliore gestione della patologia possa ridurre assenze per malattia, ricoveri ospedalieri e costi a carico della collettività.
Imprese e associazioni, una visione condivisa
Dal lato delle imprese, il protocollo viene letto come un passo concreto verso un approccio più maturo alla gestione delle cronicità in ambito lavorativo. "Il protocollo firmato fra Assimprenditori e Fand è il suggello di una visione comune sul fronte del diabete", afferma Giuseppe Samà, presidente di Assimprenditori. "Solo facendo fronte comune, ciascuno con le proprie competenze, si può disporre della forza necessaria a contrastare efficacemente quella che viene ormai definita una pandemia diabetica".
Samà sottolinea il valore della collaborazione tra mondo produttivo e associazioni dei pazienti, definendo l’alleanza come un "sodalizio vincente" capace di generare risultati concreti sia sul piano della salute sia su quello della produttività.
Il contesto: diabete, lavoro e prevenzione
Il protocollo si inserisce in un quadro epidemiologico e sociale complesso. In Italia le persone con diabete sono circa 4 milioni, con un ulteriore milione di casi stimati ma non diagnosticati. La malattia, spesso asintomatica nelle fasi iniziali, viene frequentemente scoperta in ritardo, quando sono già presenti complicanze anche gravi.
Secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI del Ministero della Salute, il 70% delle persone con diabete è in eccesso ponderale, il 48% è sedentario, il 22% fuma e oltre il 90% non consuma le cinque porzioni giornaliere raccomandate di frutta e verdura. Indicatori che rafforzano la necessità di interventi di prevenzione e promozione della salute anche nei contesti lavorativi.
Un tassello nelle politiche su cronicità e occupazione
L’intesa tra Fand e Assimprenditori rappresenta un tassello nel più ampio dibattito sul rapporto tra malattie croniche, inclusione lavorativa e sostenibilità del sistema sanitario e produttivo. Un ambito in cui prevenzione, informazione e superamento dello stigma diventano strumenti centrali non solo di tutela della salute, ma anche di politica del lavoro.
Diventa auspicabile che un protocollo del genere possa estendersi anche ad altre patologie e conicità, unendo quindi visione imprenditoriale, cultura della salute e tutela delle fragilità.
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