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Cardiochirurgia avanzata a Caserta: doppio impianto valvolare in un caso ad altissimo rischio

Cardiologia Redazione DottNet | 12/02/2026 12:06

Intervento combinato su mitrale calcifica e stenosi aortica severa: decisivo il lavoro dell’Heart Team e l’impiego di tecnologie innovative

Un intervento cardiochirurgico di elevatissima complessità è stato portato a termine con esito favorevole all’Azienda Ospedaliera di Caserta su un paziente affetto da doppia patologia valvolare critica: severa insufficienza mitralica associata a marcata calcificazione dell’anello (MAC) e concomitante stenosi aortica di grado avanzato. Un quadro clinico particolarmente impegnativo, che richiede pianificazione specialistica e competenze multidisciplinari.

La gestione del caso è avvenuta all’interno del Dipartimento Cardiovascolare diretto dal professor Paolo Calabrò, attraverso un modello organizzativo basato sull’Heart Team. Cardiologi clinici e interventisti, cardiochirurghi, esperti di imaging, anestesisti e intensivisti hanno collaborato in modo integrato per definire un percorso terapeutico personalizzato, calibrato sul profilo anatomico e sul rischio operatorio del paziente.

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L’intervento, eseguito dal dottor Andrea Montalto, responsabile dell’Unità operativa complessa di Cardiochirurgia, ha previsto una procedura combinata: impianto di protesi mitralica all’interno di un anello fortemente calcificato con tecnica valve-in-MAC – soluzione generalmente adottata in ambito transcatetere – e, contestualmente, posizionamento di protesi aortica sutureless.

Quest’ultima tecnologia consente di ridurre in maniera significativa i tempi di clampaggio dell’aorta e di circolazione extracorporea, aspetto cruciale nei pazienti ad alto rischio chirurgico o con anatomia complessa. La riduzione dei tempi operatori contribuisce a migliorare il profilo di sicurezza complessivo e a limitare le possibili complicanze perioperatorie.

I controlli ecocardiografici effettuati durante e dopo la procedura hanno evidenziato un corretto funzionamento delle protesi, con parametri emodinamici soddisfacenti e assenza di eventi avversi maggiori. Il decorso postoperatorio è stato regolare: il paziente è stato dimesso in pochi giorni, con netto miglioramento della sintomatologia e della capacità funzionale.

“Questo risconferma il ruolo dell’Azienda come riferimento per la gestione delle cardiopatie ad alta complessità”, ha dichiarato il direttore generale ultato Gennaro Volpe, sottolineando il valore di un’organizzazione che integra competenze specialistiche, tecnologie di ultima generazione e lavoro di squadra per offrire percorsi di cura innovativi e su misura.

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