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Farmaceutica, Cattani: donne al 45% degli addetti e oltre la metà nella ricerca

Nel settore farmaceutico le donne sono il 45% degli addetti e il 51% dei ricercatori. Cattani: “Crescita dell’occupazione trainata soprattutto dal lavoro femminile”.
Aziende farmaceutiche

L’industria farmaceutica italiana si conferma uno dei settori manifatturieri con la più alta presenza femminile. Le donne rappresentano oggi il 45% degli addetti, una quota nettamente superiore alla media del manifatturiero, che si ferma al 29%.

Il dato è stato diffuso da Farmindustria in occasione della Giornata internazionale della donna. La presenza femminile è particolarmente significativa anche nelle posizioni più qualificate: tra dirigenti e quadri le donne sono il 48%, mentre tra i ricercatori raggiungono il 51%.

Occupazione in crescita grazie alle donne
Nel 2025 gli addetti del settore farmaceutico hanno raggiunto quota 72.200, con un aumento del 2% rispetto al 2024. La crescita è ancora più evidente se si guarda al periodo 2019-2025, quando l’occupazione complessiva è aumentata del 10%, il doppio rispetto all’andamento medio dell’occupazione in Italia (+5%).

"Dal 2019 al 2025 sono aumentati del 10%, il doppio del totale in Italia grazie soprattutto all’occupazione femminile, cresciuta del 15%, specie tra i giovani, +25% complessivamente", ha dichiarato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani.

Welfare aziendale e politiche di parità

Secondo Farmindustria questi risultati sono legati a politiche aziendali di lungo periodo che puntano su welfare e conciliazione tra vita privata e lavoro. Il settore si caratterizza per strumenti diffusi di flessibilità organizzativa, sostegno alla genitorialità, formazione continua e percorsi professionali basati sul merito.

Queste misure hanno contribuito anche a un altro dato indicato dall’associazione: nel comparto farmaceutico il numero di figli tra i lavoratori risulta superiore del 45% rispetto alla media nazionale.

A questo si aggiunge un divario retributivo di genere tra i più bassi nel panorama industriale. Secondo i dati Istat richiamati da Farmindustria, il gender gap salariale nel settore si riduce progressivamente fino ad azzerarsi nella fascia tra i 30 e i 49 anni.

Parità di genere e attrattività del settore

Il percorso verso una maggiore parità è sostenuto anche da strumenti di certificazione. Oggi il 78% delle imprese farmaceutiche ha già ottenuto la certificazione volontaria della parità di genere, mentre il restante 22% ha avviato o avvierà a breve il processo.

"L’8 marzo è l’occasione per ribadire il nostro impegno quotidiano – ha affermato Cattani –. L’industria farmaceutica è un settore ad alta intensità di conoscenza, dove competenze, merito e innovazione sono fattori di crescita su cui puntare".

Il legame con la trasformazione del sistema sanitario

L’aumento della presenza femminile nel settore industriale della salute si inserisce in una tendenza più ampia che riguarda l’intero sistema sanitario. Secondo una recente analisi della FNOMCeO, nei prossimi anni le donne diventeranno la maggioranza tra i medici in attività in Italia.

Per Farmindustria questo cambiamento rafforza l’importanza di investire nelle competenze scientifiche e nelle discipline STEM, sempre più frequentate anche dalle giovani ricercatrici. "Abbiamo costruito un modello industriale fondato su welfare, qualità del lavoro e pari opportunità – ha concluso Cattani – che offre opportunità concrete a donne e giovani e contribuisce allo sviluppo e alla coesione sociale del Paese".

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