
Rilevazione Adnkronos 2026: il 70% degli italiani ha rinunciato almeno una volta a esami o terapie per i tempi di attesa. In calo la fiducia nel sistema pubblico
Il Servizio sanitario nazionale continua a confrontarsi con gli elementi di fragilità strutturale che incidono sull’accesso alle cure. Tra questi, le liste d’attesa rappresentano il principale fattore di pressione, con effetti evidenti anche sul rapporto tra cittadini e sistema pubblico.
È quanto emerge dalla rilevazione Adnkronos 2026, presentata in occasione della terza edizione del Forum Q&A "Salute, prevenzione e risorse: le sfide", tenutosi a Roma presso il Palazzo dell’Informazione, con la partecipazione, tra gli altri, del ministro della Salute Orazio Schillaci, del sottosegretario Marcello Gemmato e del presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
Fiducia in calo, cresce la rinuncia alle cure
L’indagine, condotta tra fine febbraio e inizio aprile su oltre 6.300 utenti, restituisce un quadro per cui aumenta l’attenzione verso salute e prevenzione, ma queste si scontrano con le difficoltà nell’accesso alle prestazioni.
Il livello di fiducia nel Servizio sanitario nazionale resta maggioritario, ma in calo rispetto allo scorso anno: il 58% degli intervistati dichiara di avere fiducia nel sistema pubblico, contro il 65% della rilevazione precedente. Parallelamente cresce la quota di chi si dice sfiduciato, che passa dal 35% al 42%.
Il dato più critico riguarda però l’accesso alle cure: il 70% degli intervistati afferma di aver rinunciato almeno una volta a esami o trattamenti a causa delle liste d’attesa, in aumento rispetto al 62% del 2025.
Liste d’attesa e ricorso al privato
La difficoltà di accesso alle prestazioni si traduce in un maggiore ricorso al settore privato: il 45% degli intervistati dichiara di avervi fatto ricorso nell’ultimo anno.
Resta invece limitata la diffusione degli strumenti integrativi, con solo il 29% dei cittadini coperto da un’assicurazione sanitaria.
Accanto a questi dati, emerge anche un elemento di fragilità sul piano informativo: se il 61% si considera adeguatamente informato sulle opzioni di cura tra pubblico e privato, circa quattro cittadini su dieci dichiarano di esserlo poco o per nulla.
Il nodo delle liste d’attesa nel confronto istituzionale
"Le liste d’attesa sono oggi il problema più grave percepito dai cittadini e non possiamo più permetterci ritardi: è su questo fronte che si gioca la credibilità del Servizio sanitario nazionale", ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.
Il ministro ha richiamato le iniziative avviate sul tema, tra cui il rafforzamento del confronto con le Regioni e la prossima pubblicazione dei dati Agenas, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e intervenire sulle criticità a livello territoriale. Parallelamente, ha indicato nella riforma della medicina territoriale una delle strategie principali per migliorare equità ed efficienza del sistema.
Territorio, farmaci e digitalizzazione
Tra gli altri ambiti richiamati nel corso del confronto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato il ruolo della farmacia dei servizi come presidio di prossimità, in particolare nelle aree più fragili, evidenziando il finanziamento dedicato per la stabilizzazione del modello.
Gemmato ha inoltre richiamato gli interventi sul fronte delle carenze di farmaci, con il rafforzamento degli strumenti normativi per sostenere la produzione nazionale e monitorare le criticità, e gli investimenti in digitalizzazione e integrazione dei dati sanitari.
Innovazione e sostenibilità del sistema
Nel corso del Forum, il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha ribadito la necessità di intervenire sul quadro regolatorio per sostenere l’innovazione e garantire certezza delle regole, con particolare riferimento al meccanismo del payback farmaceutico.
Un tema che si inserisce in un contesto più ampio, in cui la sostenibilità del sistema sanitario viene letta anche alla luce della capacità di attrarre investimenti e garantire accesso omogeneo alle innovazioni terapeutiche.
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