Canali Minisiti ECM

Farmaci anti-obesità: dopo l’interruzione della terapia si recupera fino al 60 per cento del peso perso

Salute Redazione DottNet | 12/03/2026 16:59

Una revisione di 48 studi evidenzia che la sospensione degli agonisti del recettore GLP-1 porta spesso a una ripresa significativa dei chili entro un anno.

I farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità appartenenti alla classe degli agonisti del recettore GLP-1 possono favorire una significativa perdita di peso, ma gli effetti tendono a ridursi nel tempo dopo la sospensione della terapia.

È quanto emerge da una nuova analisi condotta da ricercatori della University of Cambridge e pubblicata sulla rivista scientifica eClinicalMedicine.

pubblicità

Ripresa del peso dopo la sospensione

La revisione ha preso in esame i dati di 48 studi clinici dedicati agli effetti a medio termine dei farmaci anti-obesità basati su agonisti del recettore GLP-1.

Secondo i risultati, i pazienti che interrompono il trattamento tendono a recuperare circa il 60% del peso perso, generalmente entro un anno dalla fine della terapia.

I ricercatori hanno inoltre elaborato alcune proiezioni statistiche sugli effetti a più lungo termine. Le stime indicano che, con il passare del tempo, i pazienti potrebbero arrivare a riacquistare fino al 75% del peso inizialmente ridotto.

I farmaci analizzati

Tra i medicinali inclusi nell’analisi figurano alcuni dei trattamenti più diffusi nella gestione dell’obesità e del diabete di tipo 2, tra cui:

  • Ozempic
  • Wegovy
  • Rybelsus
  • Tirzepatide

Questi farmaci agiscono mimando l’azione del GLP-1, un ormone intestinale che contribuisce a regolare l’appetito e il metabolismo del glucosio, favorendo la riduzione dell’introito calorico e il controllo del peso corporeo.

Un beneficio che può comunque persistere

Nonostante la tendenza al recupero del peso dopo la sospensione della terapia, alcuni esperti sottolineano che il trattamento con agonisti del GLP-1 può comunque determinare una riduzione stabile di almeno il 5% del peso iniziale in una parte dei pazienti.

Una perdita di peso di questa entità è considerata clinicamente rilevante, perché associata a benefici metabolici e cardiovascolari.

Lo studio conferma quindi l’efficacia di questi farmaci nel favorire il dimagrimento, ma suggerisce anche la necessità di strategie a lungo termine — che includano interventi sullo stile di vita — per mantenere i risultati ottenuti.

Commenti

I Correlati

Secondo SINPIA e FNOPo i disturbi del comportamento alimentare sono in aumento tra adolescenti e giovani donne. In Italia oltre 3 milioni di persone ne soffrono.

Pubblicato il primo decreto di erogazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il rafforzamento delle farmacie rurali. Coinvolti i primi 195 presidi su oltre 1.200 ammessi alla misura.

Il disegno di legge presentato dal senatore Antonio De Poli punta a modificare il Codice della strada per aggiornare le norme alla luce dei progressi nella gestione della malattia.

Ti potrebbero interessare

La vitamina D è una vitamina liposolubile, cioè una sostanza che si scioglie nei grassi. In natura esistono principalmente due forme: vitamina D2, di origine vegetale, e vitamina D3, di origine animale.