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Apnee notturne sottodiagnosticate: fino a 6 milioni di italiani senza diagnosi

Salute Redazione DottNet | 13/03/2026 12:39

In occasione della Giornata mondiale del sonno, MedEA evidenzia il ritardo diagnostico dell’OSAS e il possibile contributo della telemedicina in farmacia.

Le apnee ostruttive del sonno restano una condizione ampiamente sottodiagnosticata in Italia. In occasione della Giornata Mondiale del Sonno 2026, l’azienda MedEA richiama l’attenzione sul gap nell’identificazione della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) e sul ruolo della telemedicina nel facilitare l’accesso agli esami diagnostici.

Una patologia diffusa e poco riconosciuta

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Secondo le stime più recenti, circa un adulto su cinque nel mondo presenta una forma almeno lieve di OSAS. In Italia la situazione è particolarmente rilevante:

  • oltre il 10% degli adulti è interessato dal disturbo
  • tra l’1% e il 6% dei bambini ne è affetto
  • circa 200mila pazienti risultano in trattamento
  • fino a 6 milioni di casi restano non diagnosticati

L’OSAS non trattata è associata a un aumento del rischio di complicanze cardiovascolari e metaboliche, oltre a sintomi come sonnolenza diurna, riduzione della vigilanza e peggioramento della qualità di vita.

Il problema del ritardo diagnostico

Molte persone convivono per anni con segnali come russamento abituale, risvegli frequenti o stanchezza persistente senza avviare un percorso di valutazione specialistica.

Tra le principali criticità vi sono le difficoltà organizzative, le liste di attesa e la distanza dai centri di medicina del sonno. In questo contesto, la telemedicina può contribuire a rendere più accessibili i test di screening e gli approfondimenti diagnostici.

Gli esami del sonno in farmacia

Secondo dati interni di MedEA, nel 2025 la rete aziendale ha superato i 3.000 hub sanitari tra farmacie, ambulatori e centri medici in Italia, con una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente.

Gli esami più frequentemente utilizzati in farmacia per lo screening dei disturbi respiratori del sonno sono:

  • Saturimetria notturna: test semplice e non invasivo che monitora durante il sonno i livelli di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca tramite un sensore applicato al dito. È spesso il primo livello di indagine per individuare eventuali desaturazioni sospette.
  • Polisonnografia: esame diagnostico più completo, che registra parametri fisiologici come attività cerebrale, respirazione, flusso d’aria, movimenti toraco-addominali e saturazione dell’ossigeno, consentendo di confermare la diagnosi e valutarne la gravità

I due test sono considerati complementari: il primo consente uno screening iniziale, mentre il secondo permette di definire con precisione il disturbo e orientare la scelta terapeutica.

Un percorso facilitato grazie alla telemedicina

Il modello organizzativo prevede che il paziente ritiri il dispositivo in farmacia, effettui l’esame a domicilio durante la notte e lo riconsegni il giorno successivo.

I dati vengono quindi trasmessi attraverso piattaforme di telemedicina a specialisti che refertano a distanza. Questo approccio può favorire la diagnosi precoce e contribuire alla prevenzione di complicanze, oltre a migliorare la sicurezza pubblica, considerando l’aumento del rischio di colpi di sonno alla guida nei soggetti con OSAS.

Un bisogno ancora in gran parte sommerso

Nonostante la crescita della diagnostica territoriale, lo studio dei disturbi del sonno rappresenta ancora una quota limitata delle prestazioni erogate in farmacia.

Per MedEA, la Giornata mondiale del sonno è l’occasione per ribadire l’importanza di rendere più accessibile la diagnosi, portando i servizi sul territorio e sfruttando le potenzialità della sanità digitale per intercettare un bisogno clinico ancora largamente inesplorato.

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