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Farmaci equivalenti e biosimilari, leva strategica per la sostenibilità del Servizio sanitario

Aziende farmaceutiche Redazione DottNet | 20/03/2026 14:26

Egualia richiama l’attenzione su politiche di lungo periodo: i medicinali accessibili possono generare risparmi strutturali e sostenere l’innovazione terapeutica

Il sistema sanitario italiano non soffre tanto di sprechi quanto della necessità di rafforzare strumenti capaci di garantire sostenibilità e tutela dell’accesso alle cure. È la posizione espressa da Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, la federazione che rappresenta le aziende produttrici di medicinali equivalenti, biosimilari e soluzioni terapeutiche a valore aggiunto.

Secondo il numero uno dell’associazione industriale, l’attuale revisione del prontuario farmaceutico rappresenterebbe un segnale poco incoraggiante.

L’intervento, infatti, sarebbe stato guidato prevalentemente da esigenze di contenimento della spesa piuttosto che da una programmazione strategica orientata al rafforzamento del comparto dei farmaci a maggiore accessibilità economica. Una scelta che, a suo avviso, rischia di penalizzare proprio quel segmento che negli ultimi anni ha contribuito a generare efficienze finanziarie e a migliorare la disponibilità delle terapie per i cittadini.

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Zagaria sottolinea come la vera sfida non sia contrapporre equilibrio dei bilanci pubblici e diritto alla salute, ma creare condizioni stabili affinché entrambe le priorità possano coesistere. In questa prospettiva, i medicinali equivalenti e i biosimilari assumono un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio del sistema. Grazie ai risparmi strutturali che consentono nel medio e lungo periodo, questi prodotti possono liberare risorse da destinare allo sviluppo di terapie innovative, alla gestione delle patologie croniche e al potenziamento complessivo dei servizi sanitari.

Per Egualia, dunque, politiche farmaceutiche orientate a una visione prospettica e integrata risultano essenziali per garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Valorizzare il contributo dei medicinali accessibili potrebbe rappresentare una leva concreta per coniugare sostenibilità economica e qualità dell’assistenza, favorendo al tempo stesso l’introduzione di nuove soluzioni terapeutiche.

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